L'
Associazione dispone di una vasta bibblioteca
relativa alle
tematiche adottive e genitoriali. I libri sono
a disposizione di tutti coloro che frequentano
i nostri incontro e posso essere presi in prestito
durante gli incontri stessi. Le recensioni
pubblicate in questa sezione, ci auguriamo
possano essere una guida utile ad individuare
i testi che meglio soddisfano le vostre necessità.
BUONA LETTURA !!!
TITOLO: … E
NIKOLAJ VA A SCUOLA - Adozione e successo
scolastico
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2005, pagg. 177)
Un nuovo libro dalla prolifica autrice
inerente l’argomento adozione,
come i numerosi da lei scritti e
presenti sul mercato. In quest’ultimo
viene approfondito l’aspetto
scolastico che coinvolge i figli
adottivi nelle diverse fasce d’età.
Alla stesura collaborano varie figure,
quali genitori adottivi, insegnanti,
esperti in editoria per ragazzi;
ognuno di loro ha raccontato la propria
esperienza contribuendo a dare diversi
punti di vista all’argomento.
Questo però risulta essere
un po’ il limite di questo
libro, in ogni caso molto utile ed
interessante; la frammentazione in
piccole frasi delle opinioni ricavate
dall’indagine sociologica condotta
presso il centro di Supporto all’Adozione
rende la lettura meno scorrevole
di come sarebbe potuta essere se
fossero state inglobate nel discorso.
Nell’indice troviamo tre parti
suddivise in diversi capitoli: si
va dall’inserimento scolastico
e quindi le difficoltà di
lingua,
comprensione,
adattamento, al successo scolastico,
con tutte
le variabili che lo possono influenzare
(soprattutto riferite all’accoglienza
da parte degli insegnanti e alla
collaborazione famiglia-scuola).
La terza parte, molto utile anche
per gli insegnanti,
raccoglie delle indicazioni su come condurre
il racconto della propria storia personale
ed aggiunge un utilissimo percorso di lettura
diviso in fasce d’età. L’argomento
scuola è sicuramente una tematica
complessa, che muta a seconda dell’ età e
della pregressa esperienza del bambino; nel
racconto delle diverse esperienze troviamo
successi ed insuccessi scolastici, che si
alternano a seconda dei casi. Caratteristica
comune è però il grado di autostima
raggiunto dal bambino, risultante sia dalle
sue capacità di recupero che da un’effettiva
collaborazione tra la famiglia che esplica
i bisogni del figlio e gli insegnanti che
accolgono le richieste e riescono trasformare
le potenzialità inespresse di quest’ultimo.
A CHI LO CONSIGLIAMO: come suggerisce l’autrice, ai genitori adottivi e
ai docenti che affrontano quotidianamente le problematiche legate alle difficoltà di
inserimento ed adattamento scolastico di bambini provenienti dai diversi paesi
e da una diversa realtà familiare precedente.
COME INIZIA: “Oggi, 13 settembre, Nikolaj va a scuola. “ Finalmente!” per
la sua mamma (che può godere così qualche ora di meritato riposo),
e finalmente forse anche per lui. Tutti gli hanno fatto una testa così….vedrai
come sarà bello andare a scuola….“
TITOLO:
A COME ADOZIONE – Antologia alfabetica
in A per chi adotta o ha già adottato
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2008, pagg. 177)
Ci
sono libri che parlano di adozione “con
la testa” perché trasmettono
contenuti e informazioni molto precise;
ci sono libri che raccontano le emozioni
legate all’adozione, provocando,
nel lettore, la curiosità e il desiderio di approfondire le tematiche
trattate.
Ci sono libri che emozionano perché parlano di adozione “con la
pancia”, anzi “con il cuore”: “A come adozione” è tutto
questo insieme: è rigore, sentimenti, qualità delle informazioni,
ironia, amore, desiderio, competenza, dedizione, sorrisi e molto altro ancora.
E’ un’antologia che comprende 122 parole tutte in A che parlano
di adozione, sicuramente utile “per chi adotta o ha già adottato”.
Non è un libro da leggere e basta: è un libro da “usare” ogni
volta che si sente il bisogno di “riflettere o di sorridere”.
Anche perché,
al temine viene assegnato un compito
da svolgere: cercare e definire altre
parole in A da aggiungere all’antologia
e inviarle al sito www.annagennimiliotti.it.
Interessante,
no?
Leggetelo, mi darete ragione!
COME INIZIA
Lo so che può apparire un po’ folle, ma io, e per fortuna anche
il mio editore, l’abbiamo trovata un’idea divertente…”
Una
lunghissima esperienza in campo minorile
ha permesso alla dottoressa Livia Pomodoro
di raccontare in questo libro le problematiche
inerenti il disagio che attraversa una
varia umanità, quella appunto
sotto la maggiore età. Si parla
soprattutto di ragazzi provenienti da
diversi Paesi, approdati alla
realtà italiana per sfuggire ad una miseria di vita precedente ed attirati
dal miraggio di un eden facilmente raggiungibile. Ed
invece la dura realtà li trova impreparati ad affrontare i notevoli rischi
insiti in un’impresa del genere; e la sconfitta paga un prezzo troppo alto
per questi “ bambini allo sbando”. La lettura delle diverse storie,
perché è appunto così strutturato il libro, evidenzia un
comune denominatore, quello dell’impotenza a volte di un struttura attenta
come un tribunale per i minorenni davanti a dei casi che sembrano già persi
in partenza. La
vita problematica e le gravi carenze
affettive patite dalla nascita, hanno
indurito i cuori di questi ragazzi
e li hanno resi impermeabili
a qualsiasi offerta d’aiuto.
Là dove
invece si è aperto uno spiraglio, è stata
permessa una lenta, sofferta ma salvifica
rinascita.
L’autrice apre e chiude il libro con alcune brevi considerazioni personali
riguardanti la sua esperienza in campo minorile. Come giustamente lei dice, si è sempre “accostata
a questi ragazzi con l’animo e le intenzioni di chi ama l’umanità”:
e dalle parole con le quali descrive le diverse storie questa umanità traspare
sempre.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi capisce che i problemi che coinvolgono questi ragazzi
riguardano un po’ tutti e che ci si deve sempre sentire coinvolti nella
crescita di questa nuova generazione cercando di contribuire con l’esempio
e la coerenza.
COME INIZIA: “Stavo andando in Prefettura, ero stata invitata ad un incontro
con il rappresentante italiano del Comitato per i minori non accompagnati. A
quel tavolo, come di consueto, avrei incontrato i delegati delle istituzioni
locali ...”
TITOLO:
A REMYA, MIA FIGLIA INDIANA DELL'INDIA
AUTORE: GIULIANO RADICI
EDIZIONE: AUTORI VARI (1999, pagg.100)
Un
bellissimo libro, quasi un personale
album fotografico, nato dalla felice
collaborazione di un'azienda, la
Prandelli, in occasione del
centenario della sua fondazione e un grande fotografo professionista,
Giuliano Radici. Il
titolo già fa presupporre il contenuto
del volume: un omaggio alla figlia Remya, adottata
qualche anno fa in India, e a tutti i bambini
nati e cresciuti in quel Paese così antico
e complesso, misterioso e vasto.
Grandi
foto si alternano nelle pagine che
compongono questo
libro, foto che rappresentano volti e oggetti.
Ogni tanto si inserisce una frase, un pensiero,
tra queste immagini che paiono sempre in movimento.
Infatti l'impressione che si ha sfogliando
questo libro è che le foto prendano
vita, che le persone animino le pagine con
i loro sguardi, i loro sorrisi. Ogni immagine
ferma un'emozione: la didascalia che a volte
l'accompagna sottolinea la sensazione che si
ottiene soffermandosi con lo sguardo sui particolari.
Non c'è il paesaggio indiano, in questo
libro di corpi, visi e cose; c'è però l'essenza
del vasto Paese, con i suoi colori, la sua
povertà e la sua ricchezza. E quando
termina anche l'ultima foto e si richiude l'ultima
pagina, ci si stupisce quasi di avere percepito
l' odore, il profumo e la musica di questa
terra solamente attraverso delle splendide
fotografie.
*Nota: L'acquisto del libro può avvenire tramite il gruppo umanitario
Jyothi Nilaya (telefono 030/8901336 ). L'intero incasso viene devoluto a favore
dei progetti del gruppo umanitario.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi ama l'India, a chi ha adottato
in India, a chi deve adottare in India, a chi ama la fotografia, a chi intende
tramite l'acquisto del libro fare felice i bambini del contesto sociale dal
quale proviene Remya.
COME INIZIA: "L'India, che cos'è? Difficile da
definire, questo paese grande e lontano che a noi pare abitato solo da vecchi
e da bambini. Paese di favola e disastro, mistico e terreno, orizzontale. Le
fotografie di Giuliano Radici presentano un elemento ricorrente, che è impossibile
non notare e non leggere in chiave simbolica: il vuoto ..."
TITOLO:
A SCUOLA DI ADOZIONE - Piccole strategie
di accoglienza
AUTORE: ANNA GUERRIERI, MARIA LINDA ODORISIO
EDIZIONE: ETS (2007, pagg. 81)
Scopo
del libro è cercare di fornire
informazioni corrette attraverso risposte
semplici ma puntuali e competenti, ai
tanti quesiti che gravitano attorno al
mondo dell’adozione, “…al
fine di attivare un dialogo tra Scuola
e Famiglia”, imprescindibile per
la crescita serena di tutti i bambini
e per la realizzazione di percorsi scolastici
validi e formativi. Un testo “furbo”:
lo definirei “L’ abc dell’adozione”,
semplice ma preciso, mira dritto all’obiettivo
di colpire quei docenti (in particolare
della scuola dell’infanzia e della
primaria) che non vedono oltre il proprio
naso e si barricano nella loro classe
realizzando attività già consolidate
nel corso della loro lunga esperienza
che tuttavia non prevedono possibili
cambiamenti di rotta per la presenza,
a volte un po’ scomoda, diciamolo,
di qualche bambino adottato …
"Ho sempre sviluppato la storia
personale nel mio programma, non
vedo perché quest’anno
in una classe da
ventiquattro
con un solo bambino adottato a cinque
anni, di cui tre trascorsi in una
comunità, io non possa farla!
E’ ridicolo!”
Per fortuna gli insegnanti non sono tutti uguali, ma siccome non c’è peggior
sordo di chi non vuol sentire, ecco un testo che dovrebbe svegliare la coscienza
dei più … tenaci.
Di facile lettura è consigliato anche alle coppie che si trovano all’inizio
del loro percorso adottivo e hanno ancora le idee un po’ confuse.
COME INIZIA: “Queste pagine vogliono fornire uno strumento d’informazione,
un promemoria, uno stimolo per tutti coloro che, lavorando nella scuola, vogliono
conoscere la realtà dell’adozione ...”
TITOLO:
ACCOGLIERE IL BIMBO ADOTTIVO - Indicazioni
per insegnanti, operatori delle relazioni
di aiuto e genitori.
AUTORE: MARINA FARRI - AIDA PIRONTI - CINZIA FABROCINI
EDIZIONE: ERICKSON (2006, pagg. 102)
Un
testo serio, ricco di indicazioni
curricolari per insegnanti e operatori
del settore
e di consigli concreti per le famiglie.
Motivo di fondo è la collaborazione tra le varie agenzie educative che
sono chiamate ad intervenire intorno al bambino adottato e che necessariamente
devono operare in una sinergia di forze, finalizzate al raggiungimento dello
stesso obiettivo: facilitare la crescita serena e responsabile di ogni bambino,
rendendo gratificante il suo percorso scolastico e positiva la sua esperienza
adottiva.
Moltissime proposte operative, schematizzate nel testo e visibili integralmente
nel DVD allegato (che propone materiali multimediali, fotografici, e testuali),
sviluppano i vari momenti dell’inserimento del bambino adottivo prima di
tutto nella famiglia poi nella società, nel rispetto della
dimensione interculturale,
vissuta come capacità di dialogare
e di aprirsi a
più culture, all’interno di “…un
percorso sociale, didattico,educativo
di crescita, cambiamento, integrazione”.
Le autrici utilizzano un linguaggio
piuttosto tecnico ma di facile comprensione.
I numerosi riferimenti all’esperienza concreta di scuole che hanno sperimentato
percorsi di accoglienza mettendo a disposizione materiale e riflessioni, rendono
questo testo uno strumento indispensabile alla progettazione di attività didattiche
strutturate, contestualizzate e flessibili, da realizzarsi all’interno
di ogni gruppo classe.
COME INIZIA: “Il tema oggi
ampiamente dibattuto dell’intervento
di soggetti esterni alla famiglia
nell’esercizio di funzioni
educative complementari a quelle
tradizionalmente svolte dai genitori
ripropone in termini più generali
una prospettiva dinamica di essere
famiglia, aperta al cambiamento e
al confronto ...”
TITOLO
: ADOTTARE OGGI
AUTORE : A.Q.ARISTARCHI - A.GALARDI - L.V.GOLDSTEIN
EDIZIONE : ALPHA TEST (2001, pagg. 169)
ADOTTARE
OGGI si propone come un libro di chiara
e facile lettura, che riesce in maniera
semplice ad informare sulle recenti modifiche
avvenute in campo adottivo. Infatti è diviso
in tre distinte parti: la prima e l'ultima
di ordine pratico, quella centrale cura
invece l'aspetto psicologico dell'adozione
e dell'affidamento.
Il libro si apre con una dettagliata descrizione degli elementi giuridici e procedurali
in tema di affido e adozione; quindi troviamo illustrati tutti i passaggi da
effettuare per iniziare e proseguire nel cammino adottivo, con qualche esempio
e pronuncia giudiziale. Naturalmente
si fa riferimento alle recenti modifiche
in materia legislativa e si evidenziano
le novità introdotte con la
legge 149/2001. Non manca la parte
inerente l'affidamento e le distinzioni
con l'istituto dell'adozione.
La seconda parte del libro, invece,
affronta la tematica dal
punto
di vista psicologico, il diventare
famiglia
visto nell'ottica della coppia e
del bambino e il ruolo
dei servizi sociali nei casi di adozione e affidamento. Anche la descrizione
di questa parte è supportata da diversi esempi di esperienze che riescono
bene a delineare le problematiche che si possono presentare in vari momenti sia
per quanto riguarda i genitori che il bambino.
La terza e ultima parte illustra i modelli della domanda di disponibilità e
l'elenco degli Enti autorizzati . Dopo il testo della legge 184 (con le modifiche),
conclude il libro un'interessante Appendice riguardante due pronunce della Corte
Costituzionale
e una della Corte di Cassazione.
A CHI LO CONSIGLIAMO : a chi deve approcciare il mondo delle adozioni e vuole
nel contempo informarsi riguardo l'iter burocratico senza trascurare gli aspetti
psicologici. Inoltre agli studenti interessati all'argomento per le pronunce
delle Corti contenute nell'Appendice.
COME INIZIA : (dall'Introduzione) "Alcuni pensano che adottare un bambino
sia un'impresa difficilissima, un cammino irto di ostacoli e di difficoltà;
si tratta di un'opinione eccessivamente pessimistica che vale la pena ridimensionare
..."
TITOLO : ADOTTARE UN
FIGLIO
AUTORE : MARCO SCARPATI con Piergiorgio Paterlini
EDIZIONE : MONDADORI (2001, pagg. 288)
Il
libro, scritto da un avvocato esperto
di diritto minore, nonché responsabile
per il CIAI del Progetto Cambogia,
analizza il percorso da effettuare
durante il cammino adottivo, con
un particolare riferimento all'adozione
internazionale. Interessanti sono
i racconti inseriti qua e là tra
i vari capitoli di alcuni genitori
adottivi che mettono in evidenza
le problematiche legate alle diverse
esperienze in campo internazionale.
Nell' Appendice del libro si trova
un utile elenco delle cose da mettere
in atto per chi si accinge ad intraprendere
un'adozione (dove fare la domanda,
cosa
fare quando si ottiene l'idoneità, ecc ...).
Inoltre si trovano due
brevi cenni sull'affido e sul sostegno a distanza.
Chiude il libro l'elenco
delle Associazioni che svolgono attività nel campo dell'adozione Internazionale
.
A
CHI LO CONSIGLIAMO : a chi sta iniziando
il percorso adottivo e vuole avere
sia notizie di tipo pratico che leggere
il racconto di esperienze
dirette.
COME INIZIA : "Una delle collaboratrici del CIAI, durante un colloquio,
mi ha spiegato che in una delle lingue dell'India adottare si traduce con lo
stesso termine di prendere sulle ginocchia. Da allora ho sempre pensato che questo
fosse un bel modo di spiegare l'adozione: fare una coccola a un bambino che proprio
per questo diventa tuo figlio ..."
TITOLO
: ADOZIONE E OLTRE
AUTORE : CLAUDIA ARTONI SCHLESINGER
EDIZIONE : BORLA (2006, pagg. 213)
Devo
premettere la mia assoluta ignoranza
nei riguardi della psicanalisi. Quindi
questo può magari giustificare
in parte il faticoso approccio avuto
con questo bellissimo libro. Già dalla
prefazione di Antonino Ferro, collega
nonché amico dell’autrice,
si deduce una certa difficoltà di
lettura. Si parla di inconscio, di
elementi protosensoriali e protoemotivi;
con queste premesse il testo è stato
da me iniziato ed interrotto più di
una volta. A dire il vero, poi, ha
prevalso in me la voglia di conoscere
maggiormente l’aspetto psicanalitico
dell’adozione e quindi mi sono
ritrovata nel continuare la lettura,
sempre più affascinata e coinvolta.
L’autrice, esperta di psicoanalisi
infantile, parte dal secondo termine
adoperato nel titolo, quell’” oltre “,
per dipanare la matassa ed arrivare
a parlare di adozione.
Racconta di un tragico episodio accadutole
qualche anno fa, la perdita di memoria
a seguito di una malattia, che l’ha
costretta a dover recuperare completamente
alcune parti di se stessa.
La
cesura da lei vissuta le ha permesso
in
seguito di poter paragonare la propria
esperienza di essere umano senza
ricordi con il vissuto di un figlio
adottivo, il quale tiene dentro di
sé il proprio passato, paragonato
ai buchi neri che non sono vuoti,
ma pieni di qualcosa che non permette
alla luce di passare. Nell’attesa
che si creassero dei varchi in questi
buchi da permettere alla mente di
riacquistare la propria memoria,
l’autrice si rendeva conto
di non riuscire a comunicare le proprie
emozioni. Questo l’ha aiutata
a comprendere meglio come il figlio
adottivo, proveniente da vissuti
estremamente diversi da quelli dei
genitori adottivi, non riesca spesso
a decodificare le proprie emozioni
e quindi non sia in grado di dare
un significato ad esse, per poter
comunicare i propri bisogni. In questo
libro gli esempi non mancano; tra
l’altro, anche di figli non
adottivi, come l’esperienza
maturata con un ragazzo psicotico
che, tramite il disegno, è riuscito
a dare un senso alla propria personalità disturbata.
Ed è proprio il disegno, l’arma
spesso usata dall’autrice per
aiutare i suoi pazienti a decodificare
le proprie emozioni. Il disegno che
rappresenta lo strumento ideale,
soprattutto trattandosi di bambini,
per aiutare a creare un rapporto
migliore tra figlio e genitore, questo
genitore che spesso viene coinvolto
nell’analisi per avere un quadro
migliore del problema. Ci sono diverse
testimonianze di colleghi e numerosi
disegni di bambini in terapia che
vanno ad arricchire ulteriormente
il libro. Gli argomenti trattati
sono numerosi e richiederebbero ulteriore
spazio per poterli menzionare. Mi
limiterò a citare una bellissima
poesia di Vivian Lamarque dove i
bambini persi nel bosco, che chiamano
nella notte per essere trovati, sono
circondati dai lupi, quegli adulti
che li hanno abbandonati. Mi piacerebbe
pensare alle nuove famiglie di tutti
i bambini persi nel bosco come ad
un grande paio di ali bianche che
li possa far volare via, lontano
dai lupi e che possa aiutarli a vivere
il futuro in una dimensione di luce
e felicità.
A CHI LO CONSIGLIAMO: sicuramente a chi è del mestiere e non solo. Infatti
offre veramente tanti spunti molto interessanti inerenti l’adozione.
COME INIZIA: (dalla prefazione di Antonino Ferro) “Claudia Artoni Schlesinger
in questa straordinaria opera frutto di esperienza e passione ci disegna da subito
la geografia di cui ci occuperemo in tutto il libro: l’ Inconscio ...”
TITOLO: ADOZIONE INTERNAZIONALE
- Genitori e figli tra estraneità e
familiarità
AUTORE: STEFANIA LORENZINI
EDIZIONE: ALBERTO PERDISA EDITORE (2004, pagg. 162)
L’approccio è intenso,
fatto di norme, numeri, leggi e dati
statistici.
Per chi non ama quest’aspetto dell’argomento, le prime settanta pagine
potrebbero risultare ostiche. Io invece consiglio di non tralasciarle perché è proprio
alla luce della normativa vigente e di quella passata che si riesce a fare un
quadro più preciso di cosa significhi adottare un bambino con l’adozione
internazionale.
Il minore in stato d’abbandono deve assolutamente essere tutelato in primis
dal Paese da cui proviene e dal Paese che lo accoglierà, affinché questo
passaggio, spesso traumatico e non privo di conseguenze, possa essere vissuto
dal bambino nella maniera migliore. Naturalmente la normativa non può essere
l’esclusiva base su cui fondare l’accoglienza di un figlio; l’integrazione
con un’analisi specifica delle tappe proprie del percorso adottivo, completano
questo bel libro.
Quindi,
la conoscenza di tutto ciò che
regola l’adozione
può solo agevolare le cose nel rispetto dell’individualità del
bambino, cercando ad esempio di trovare le risorse per superare il trauma più grosso,
quello dell’abbandono.
L’autrice, dottore di ricerca in pedagogia presso il Dipartimento di Scienze
dell’Educazione dell’Università di Bologna, cita Spitz, Bowlby,
Freud per spiegare i danni causati dal mancato ammaternamento subito dal bambino,
ma nel contempo offre comunque un’alternativa positiva per cercare di ristrutturare
la propria esistenza. Proprio partendo dalle risorse personali e dall’inserimento
del bambino all’interno di una famiglia accogliente, è possibile
che l’immagine di sé si modifichi, riuscendo a dare continuità tra
ciò che c’è stato in precedenza e la vita attuale. Nei capitoli
successivi vengono presi in considerazione i diversi aspetti dell’adozione:
l’impossibilità procreativa, l’inserimento di un figlio in
presenza di figli biologici, i rapporti tra fratelli e sorelle, il rapporto tra
il figlio adottivo e i nuovi genitori. Secondo l’autrice, uno dei punti
fondamentali per una migliore integrazione all’interno della nuova famiglia,
passa attraverso la conoscenza delle proprie origini. La carenza di informazioni,
se non l’assoluta mancanza, possono essere motivo di ulteriori difficoltà da
parte sia del bambino, che da quella dei neo-genitori che si ritrovano a dover
affrontare alcune problematiche senza riuscire a definirle meglio all’interno
di una particolare situazione pregressa. Purtroppo, come succede nella maggior
parte dei casi, le informazioni che si hanno sono veramente poche e, a volte, è il
bambino stesso ad avere atteggiamenti di chiusura nei confronti delle esperienze
precedentemente vissute. Quindi, in mancanza di elementi che possano aiutare,
viene richiesta ai genitori adottivi una maggiore consapevolezza del vuoto presente
nella storia del bambino; questo, però, non deve essere elemento di diversità intesa
in senso negativo, bensì di “ patrimonio originale e personale che
gli appartiene e che, proprio in quanto tale, è parte della famiglia”.
A CHI LO CONSIGLIAMO: agli operatori,
per la competenza con la quale è stato
scritto; alle coppie che vogliono approfondire
i diversi aspetti dell’adozione
internazionale.
COME INIZIA: (dalla prefazione di Antonio
Genovese ) ”Oggi viviamo, ed è un
processo sotto gli occhi e l’attenzione
di tutti, in una società che si
sta trasformando in senso multiculturale
...”
TITOLO: ADOZIONE:
LE NUOVE REGOLE
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI/LE COMETE (2002, pagg.
164)
Una Premessa (doverosa) e una Conclusione (doverosa)
fanno da cornice a questo nuovo libro dell'autrice
che, già dal titolo, fornisce il suggerimento
per iniziare a leggerlo. Infatti delinea bene
il nuovo percorso da compiere (da lei divisi
in Primo e Secondo Viaggio) alla luce dei grossi
cambiamenti avvenuti nel campo dell'adozione.
Nel primo Viaggio, così viene chiamata
la prima parte del libro, vengono descritti gli
aspetti fondamentali dell'adozione (la domanda,
l'attesa, l'incontro) dal punto di vista "emotivo",
cioè descrivendo ed analizzando le sensazioni
che solitamente attraversano le coppie in attesa,
inserendo frasi, commenti, brevi esperienze.
Tutto quello che invece riguarda la parte "razionale" del
discorso, quindi le nuove leggi e le procedure
per intraprendere il percorso adottivo, vengono
trattate nel Secondo viaggio, la seconda parte
del libro che descrive dettagliatamente vari
aspetti: dalle detrazioni dalla denuncia dei
redditi delle spese sostenute ai congedi dal
lavoro, fino al capitolo inerente la salute del
bambino adottato.
Negli Allegati che chiudono il libro si trovano
fac-simile di modulistica per la disponibilità all'adozione
nazionale e internazionale, l'elenco dei documenti
da allegare, le liste dei Tribunali per i minorenni
e degli Enti Autorizzati (aggiornata al 14/06/01).
A CHI LO CONSIGLIAMO: a quelle coppie che intendono
avere sott'occhio, in modo chiaro ed aggiornato,
le nuove regole che guidano il viaggio dell'adozione
senza pero' voler trascurare quello che comunque
risulta sempre essere questi in casi l'aspetto
piu' importante, e cioe' l'emozione che accompagna
questa nuova avventura.
COME INIZIA: "Adottare vuol dire compiere
due viaggi, uno in aereo visitando luoghi lontani
e sconosciuti, l'altro all'interno di noi stessi
visitando luoghi lontani e altrettanto conosciuti
..."
TITOLO: BAMBINI DI TUTTI
I COLORI
AUTORE: DONATA MONTANARI - BEATRICE MASINI
EDIZIONE: FABBRI EDITORI (1998, pagg. 24)
Ecco un bel regalo che potete fare ai vostri
bambini: un libro che parla di loro. Un libro
allegro, colorato, pieno di belle illustrazioni
e didascalie che raccontano di un mondo felice,
fatto di bambini di tutti i colori. C'è il
bambino filippino e la bimba marocchina, il piccolo
cinesino e la bambina giapponese, quella che
vive in India, in Tanzania e in Australia, il
bambino albanese, americano e quello che abita
in Alaska. Questi bambini raccontano la loro
vita, i loro usi e costumi con poche semplici
parole; scorrendo le pagine ci si accorge di
come ognuno imposti la propria esistenza a seconda
del luogo dove abita. Può sembrare banale
questa affermazione ma aiuta a riflettere come
le usanze di vita e cultura, trasportate in Paesi
diversi, possano non essere comprese da chi non
condivide questa considerazione. I bambini di
tutti i colori saranno in futuro gli adulti di
tutti i colori: le sfumature che rendono più bello
e allegro il nostro mondo.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai genitori, agli insegnanti,
a chi vuole raccontare ad un bambino, con il
semplice linguaggio delle illustrazioni, come
vivono i bambini nel mondo. Con una piccola proposta:
aggiungete due pagine al termine del libro. In
quelle due pagine attaccate le foto del bimbo
nel suo quotidiano e raccontate la sua vita:
vi accorgerete che sarà felice di far
parte del libro dei bambini di tutti i colori.
COME INIZIA: "Il mondo è grandissimo.
E' pieno di bambini. Ci sono bambini con i
capelli neri e bambini con i capelli biondi.
Ma anche
castani e rossi. Ci sono bambini con la pelle
chiara chiara e bambini con la pelle più scura
..."
Come si può spiegare al proprio figlio
la storia della sua adozione? Come fare per raccontargli
che lui non è nato dalla nostra pancia
ma che è sempre stato presente nel nostro
cuore e che l'amore che proviamo per lui è qualcosa
che è difficile da rappresentare?
Semplicemente con una favola, con ciò che
un bambino riesce maggiormente a comprendere.
E se la favola viene scritta da noi, tanto meglio.
La storia sarà la sua, solamente la sua
e sarà la storia più bella del
mondo.
La curatrice del libro lavora da alcuni anni
presso l'Asl di Pistoia in veste di psicologa
e psicoterapeuta, occupandosi in particolare
dell'iter adottivo. La necessità delle
coppie di raccontare gli eventi che hanno portato
all'adozione del proprio figlio, le ha permesso
di suggerire a loro la stesura di alcuni racconti
che lei stessa ha raccolto e commentato. E' nato
quindi questo libro pieno di favole che hanno
comune denominatore le tematiche fondamentali
del discorso adottivo: il grembo che ha accolto
il piccolo, l'abbandono e l'eventuale periodo
in istituto, il primo incontro e l'adozione,
le cure materne, gli altri e i problemi legati
alla diversità delle origini. Troviamo
quindi favole nate durante il periodo dell'attesa,
create per essere raccontate al proprio bambino
quando sarà finalmente arrivato; altre
create per l'adozione nazionale ed altre ancora
per quella internazionale, le cui variabili possono
essere parecchie e che quindi si sviluppano secondo
diverse modalità di racconto. Tutte però si
articolano attraverso le ambientazioni care
all'infanzia, spesso piene di animali buoni,
di alberi, fiori
e di stelle.
Ed è la conclusione di ogni favola che
ci riporta al titolo di questo bel libro: è infatti
l'arcobaleno il meraviglioso mezzo che ha il
compito di creare continuità tra la vita
precedente del bambino e quella iniziata nella
nuova famiglia. Perchè cavalcando il ponte
colorato che si viene a creare possa proseguire
la storia iniziata con la sua nascita. Così nostro
figlio sentirà di avere sicure radici
che gli permetteranno un giorno di mettere
le ali per volare nel mondo.
A CHI LO CONSIGLIAMO : ci sono favole per il
prima e favole per il dopo.....quindi sia a
chi si sta preparando a raccontarla che a chi
la
sta già raccontando ai suoi figli e cerca
qualche suggerimento in più da aggiungere
alla propria favola.
COME INIZIA : ( dalla Premessa ) "Che
cosa rappresenta l'arcobaleno? Un arco colorato,
proprio
come quello che i bambini amano tanto disegnare,
un anello di congiunzione tra la pioggia
e il sole, un passaggio che riesce a dare
spiegazione,
in modo completo, continuo e straordinario,
di cosa è successo prima e di cosa
sta accadendo ora ..."
TITOLO:
C’E’ UNA LOGICA NEI BAMBINI
AUTORE: DOMENICO BARRILA’
EDITORE: LA SCUOLA (2007, pagg. 101)
C’è una
logica nei bambini?
Parrebbe proprio di sì.
Qualsiasi cosa essi facciano, comunque esiste sempre un obiettivo ben preciso
che li spinge a comportarsi in una determinata maniera. Infatti l’autore
del libro, psicologo e analista adleriano, la frase in questione non l’ha
posta in forma interrogativa. La logica con la quale il bambino si muove all’interno
dei propri spazi, indica sempre la direzione verso la quale è diretto.
La capacità dell’educatore, genitore o insegnante che sia, deve
essere quella, magari scontata ma purtroppo non sempre applicata, di osservare
il comportamento del bambino, rivelatore appunto della sua meta ultima.
L’adulto ragiona da adulto; questo è sicuramente il limite che l’educatore
deve superare.
L’osservazione
e l’ascolto, infatti, devono
comunque essere sempre accompagnati
da un senso critico che possa permettere
all’educatore di aprirsi
all’originalità ed
unicità del bambino in questione.
Quindi l’educatore non deve
mai ridurre in schemi precostituiti
il bambino;
questo è un rischio che esiste, spesso per evitare di rimettere in discussione
equilibri raggiunti magari con fatica. Non rimettere in discussione un rapporto,
nel momento stesso in cui il bambino invia dei precisi messaggi, rischia di provocare
dei danni alla sua personalità tali, nel tempo, da modificare i propri
atteggiamenti mentali. Scarsa autostima, difficoltà di relazione, sono
alcuni degli aspetti che spesso attingono dal passato da rapporti educativi instabili
o portatori di messaggi contradditori.
Un
altro aspetto da considerare è l’ambito
sociale, dove i bambini
possono rivelare atteggiamenti
diversi se non addirittura opposti
a quelli che manifestano all’interno
della propria famiglia. L’autore
parla della vita sociale come lo
schermo sul quale il bambino, nella
sua relazione con gli altri, proietta
il suo mondo interiore. Il suo
modo di rapportarsi nei confronti
degli altri, è sicuramente
rivelatore delle sue caratteristiche
personali, che lo contraddistinguono
rispetto agli altri. L’osservazione
attenta dell’educatore deve
saper cogliere i diversi aspetti
della personalità del bambino,
domandandosi quale logica risieda
in un determinato suo comportamento
che, in quel preciso periodo della
vita, è per lui causa di
un malessere interiore. L’autore
usa parecchi esempi per illustrare
i concetti analizzati, rendendo
ancora più scorrevole la
lettura di questo bel libro. Gli
argomenti sono trattati in maniera
approfondita e mai banale e offrono
veramente parecchi spunti utili
su cui riflettere. Il compito dell’educatore è sicuramente
quello di mettere in pratica i
numerosi suggerimenti, tenendo
sempre conto che educare un bambino
significa innanzitutto capire i
suoi bisogni e cercare d’aiutarlo
a crescere felice.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai genitori,
attuali e futuri e agli insegnanti, per
cercare di comprendere meglio la logica
insita nei bambini
COME INIZIA: “Ogni bambino vorrebbe stare al primo posto, sebbene il più delle
volte si accontenterebbe di sentirsi al sicuro …”
TITOLO:
CHI E’ IL PIU’ FORTE ?
AUTORE: GRAZIELLA FAVARO, PATRIZIA LA PORTA
EDIZIONE: CARTHUSIA (2004)
La collaborazione
tra la casa editrice Carthusia ed Emergency,
quest’ultima operativa
in Cambogia con un ospedale a Battambang, ha
permesso la realizzazione di questo particolarissimo
libro che si snoda su di un’unica pagina
lunga poco meno di un metro e mezzo, poi ripiegata
su se stessa. Ciò che inizialmente colpisce è la
scelta di dedicare tutta la parte interna ad
un unico disegno mentre il racconto si snoda
sulla parte esterna, alternando pagine scritte
in italiano ad altre tradotte in cambogiano.
E questo, a mio parere, è il valore
aggiunto alle presenti illustrazioni morbide
e colorate in quanto permette di visualizzare
una scrittura veramente elegante ma così poco
conosciuta come quella cambogiana. Completano
il libro qualche accenno alle tradizioni e
alla storia cambogiana. Le recenti tragiche
vicende di guerra che hanno causato milioni
di vittime in Cambogia, hanno purtroppo lasciato
una pesante eredità nei campi minati,
ancora oggi causa di terribili mutilazioni
alla popolazione locale. Le royalties sulle
vendite di questo libro andranno a finanziare
i progetti umanitari che Emergency porta avanti
in Cambogia dal 1998.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai genitori, agli insegnanti,
a chiunque voglia leggere questa bella e educativa
storia creata dai bambini cambogiani ricoverati
in ospedale. Scrivono le autrici che “ le
fiabe hanno le gambe lunghe perché viaggiano
attraverso i confini di spazio e di tempo”.
Aggiungerei che hanno le braccia lunghe, per
permettere a tutti i bambini del mondo di potersi
unire in un unico, grande abbraccio.
COME INIZIA: " Da qualche tempo Papà Topo
non riusciva a dormire bene e si svegliava
la mattina con un peso sul cuore e un pensiero
fisso. La primavera era tornata ed era giunto
il tempo di trovare il marito adatto alla sua
unica figlia..”
TITOLO:
CHI E' LA MIA VERA MAMMA ?
AUTORE: MASAL PAS BAGDADI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2002, pagg.113)
Un titolo che fa riflettere, una domanda alla
quale è necessario dare una risposta.
Quante volte, nei numerosi incontri avuti negli
anni con le famiglie adottive, l'autrice si è sentita
rivolgere questo ed altri quesiti. A merito della
sua lunga esperienza di psicoterapeuta è stata
coinvolta, nel 1986, dal Centro ausiliario per
i problemi minorili per organizzare degli incontri
di gruppo con genitori adottivi che avessero
lo scopo di creare una rete di solidarietà reciproca
e sostegno durante il percorso adottivo. Ciò che è scaturito
da quelle riunioni mensili è diventato
un libro che racchiude in sé tre parti
ben distinte ma complementari tra di loro. Nella
prima vengono prese in considerazione diverse
fasce d'età e le problematiche che le
contraddistinguono; perciò da zero a un
anno e mezzo ( la creazione dell'attaccamento
e l'angoscia dell'abbandono ), dall'anno e mezzo
ai tre anni ( l'autodeterminazione ), dai tre
ai sei anni ( le curiosità, il sesso,
gli incubi ), dai sei ai dieci anni ( la conquista
dell' identità ) e dai dieci ai tredici
anni ( l'inquietudine, la confusione ). Conclude
la prima parte un capitolo dedicato al bambino " a
rischio ", riguardante cioè i problemi
più gravi che un genitore può incontrare
con il proprio figlio adottivo, dal rapporto
con il cibo e con il sonno ai disturbi del linguaggio,
dal bambino apatico, poco reattivo al bambino
aggressivo fino ad arrivare al bambino autistico.
La seconda parte riporta alcune delle numerose
osservazioni scaturite durante gli incontri con
i genitori adottivi, che toccano diversi aspetti
del rapporto con il proprio figlio, dall'accoglienza
in famiglia all'accoglienza in altri ambiti quali
la scuola, fino alla ricerca delle origini. Conclude
il libro una terza parte che non è altro
il racconto di una mamma che, con tanto amore
e avvalendosi della collaborazione della psicoterapeuta,
cerca di risolvere le problematiche legate all'adozione
di suo figlio.
A CHI LO CONSIGLIAMO: alle famiglie, adottive
e non, che intendono cercare qualche risposta
alle varie situazioni che si possono presentare
durante la crescita dei propri figli. E' un libro
di facile lettura, che tratta in maniera colloquiale
argomenti di grande importanza. Non lo consigliamo
a chi cerca informazioni di tipo tecnico, quali
leggi o normative.
COME INIZIA: " In questo libro desidero
offrire ai genitori adottivi un punto di vista
affettivo e psicologico sul bambino che hanno
accolto o accoglieranno in seno alla loro famiglia.
Affronterò in linea generale i passaggi
evolutivi più importanti, dagli zero
ai tredici anni, per sensibilizzare i neogenitori
ad osservare eventuali problemi che si possono
presentare nel bambino..."
TITOLO
: CHI MI ADOTTERA' ? GUIDA ALLE ADOZIONI
AUTORE : PATRIZIA FRAIOLI
EDIZIONE : ICONE - informazione tascabili (2001,
pagg. 46)
Un piccolo tascabile, dalla struttura domanda
- risposta, che illustra in maniera dettagliata
le varie tappe del percorso adottivo, dal " che
fare ? " (dove e come presentare la domanda
al Tribunale dei minori), all' " arriva
il decreto di idoneità ", passando
per il " cos'e' l'affidamento preadottivo
? "
La seconda parte del libro elenca l'Albo degli
Enti Autorizzati e trascrive in maniera completa
sia la Legge n. 149 del 28 Marzo 2001 (modifiche
alla Legge 184) che la n. 476 del 31 Dicembre
1998 (ratifica ed esecuzione della Convenzione
dell'Aja) e il Decreto Legge n.150 del 24 Aprile
2001.
A CHI LO CONSIGLIAMO : a chi vuole trovare delle
risposte sintetiche, precise e dettagliate alle
numerose domande che si presentano nel percorso
adottivo.
COME INIZIA : " Il percorso di una coppia
verso l'adozione è spesso caratterizzato
da un alternarsi di sentimenti che oscillano
dall'istinto naturale del desiderio di un figlio
alla razionalizzazione più assoluta di
esso. E' un percorso, è una lunga attesa, è come
una lunga gravidanza costituita talvolta anche
da anni, che induce e stimola nella coppia tante,
troppe riflessioni...... "
TITOLO: CI
SIAMO ADOTTATI (ovvero tre famiglie in
una) AUTORE: MERY
LA ROSA
EDIZIONE: MAGI (2003, pagg. 177)
Da leggere! E’ un libro divertente,
semplice, ricco di esperienze significative
e di spunti utili per le esperienze altrui.
Di facile lettura, è il classico testo
che come un best-seller si divora sotto l’ombrellone
e non si vede l’ora di consigliarlo o
regalarlo a quell’amica un pò depressa,
a cui ”farebbe proprio bene”.
E’ la storia di una doppia adozione, non molto comune, peraltro,
genuina e complicata, vissuta e raccontata con entusiasmo e trasporto.
Mery, maestra elementare, inizia a raccontarsi partendo dal tempo in cui
con suo marito Marco, allora fidanzato, si promettevano una famiglia con
tre figli “fatti” e due adottati, per poi invece scontrarsi
con il lutto della sterilità, elaborato e superato a favore di una
domanda di disponibilità all’adozione (nazionale e internazionale),
presentata al Tribunale dei minori di Roma. Il seguito è la successione
canonica delle tappe burocratiche del percorso preadottivo, al quale segue
il periodo stressante dell’attesa dell’idoneità e dei
colloqui con le varie associazioni: il tutto è raccontato in modo
autoironico e paragonato ad una “lunga, lunghissima gravidanza”,
fino al momento dell’incontro con i primi due figli e alla reciproca
adozione. Le aspettative, le emozioni, i pensieri, la paura di non farcela,
il periodo in Brasile, il rientro a casa, i nonni, “tante cose nuove”,
il topolino dei denti, i medici, la scuola, la “caccia all’igro”,
le maestre, le giornate frenetiche che non finiscono mai, la voglia, appena
tornati, di tornare in Brasile per allargare la famiglia, i problemi, … conclusione:
2+2 fa 4, per ora, visto che Mery, Marco e le loro “…quattro
più meravigliose creature”, sono in attesa di ….. Da
leggere!
COME INIZIA: “Questo titolo può sembrare un pò enigmatico,
ma in verità riassume molto bene la nostra realtà: eravamo
una coppia, nel tempo siamo diventati un’unica grande famiglia, che
però sono tre…”
TITOLO:
ECCO, IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI
AUTORE:
VINCENZO e VALERIA TOPA
EDIZIONE: LULU (2006,
pagg. 74)
Avete voglia di buttarvi nella lettura
di un paio di libri, brevi, accattivanti
e profondi
pur nella loro semplicità?
Allora vi consiglio
questo breve racconto della storia di un incontro
a tre, avvenuto in Russia, tra una coppia e un
bambino. L’originalità sta in questo: la
descrizione delle giornate passate a
San Pietroburgo con il figlio Vladik, viene
affidata alle e-mail che
i novelli papà e mamma si scambiarono
in quel periodo con i parenti e amici rimasti
a casa ad attenderli. Quindi l’arrivo nel
paese d’origine del figlio e ritrovarlo
dopo quasi tre mesi d’attesa, passare con
lui diciannove giorni iniziando a conoscersi
reciprocamente: il tutto raccontato sotto forma
di diario, con gli scambi epistolari veloci che
permette la nuova tecnologia. Ci sono anche le
risposte degli amici e dei parenti a completamento
dei loro brevi racconti, che ben fanno figurare
l’attesa vissuta da chi resta a casa. Questo è uno
degli aspetti che maggiormente colpisce in questo
libro. Infatti, solitamente, la letteratura che
tratta l’adozione è abbastanza a
senso unico: il racconto viene illustrato dai
futuri genitori che dettagliano in merito al
viaggio, all’incontro, alla permanenza
nel paese d’origine del figlio e al rientro
in patria con lui. Avere invece incluso i commenti
delle persone che attendono a casa l’arrivo
del bambino e che sono legati da un profondo
affetto alla coppia, va sicuramente a completare
un discorso che, altrimenti, risulterebbe appunto
sempre a senso unico. L’adozione, non dimentichiamocelo, è un
percorso che, inevitabilmente, deve
coinvolgere anche chi vive accanto alla coppia
affinché il
bambino senta l’accoglienza totale da parte
di chi lo attende. La famiglia, quindi, deve
essere intesa come famiglia allargata, un abbraccio
unico al nuovo figlio che verrà. Gli autori
del libro menzionano spesso la loro esperienza
del Cammino Neocatecumenale intrapreso un decina
d’anni fa, per loro fonte di aiuto e sostegno
in diversi momenti della loro vita. La simpatica
spontaneità degli autori e gli allegri
riferimenti fatti in dialetto partenopeo, rendono
godibilissima la lettura di questo breve libro.
Il secondo testo che consiglio è “Bambini”,
sempre di Vincenzo Topa, scritto successivamente
ma che va a completare il primo. Infatti, nella
premessa di “ Bambini” si comprendono
meglio le dinamiche di parentela che legano i
diversi personaggi descritti in questo primo
libro. “ Bambini” descrive le giornate
della famiglia Topa, alla luce anche dell’accoglienza
di un bambino bielorusso venuto in Italia per
un soggiorno terapeutico.
Ricordo che entrambi
i libri sono acquistabili sul sito di Lulu (
www.lulu.com ).
A CHI LO CONSIGLIAMO: la tensione con la quale
inevitabilmente si passano i giorni di permanenza
nel Paese d’origine del proprio figlio,
viene in questo libro mitigata dalla “normalità” del
vivere quotidiano. Consiglio la lettura a chi è in
attesa di partire, per cercare di vivere al meglio
il primo periodo di vita con il proprio figlio
nel sua terra di nascita.
COME INIZIA: “ Carissimi, siamo arrivati
ieri sera a San Pietroburgo, stanchissimi perché abbiamo
dovuto aspettare una “ coincidenza” di
6 ore a Francoforte. Appena arrivati abbiamo
scoperto che qui è…inverno: 14°C
e pioggia!…”
Un libro scritto da una famosa neuropsichiatra,
consulente dell' Organizzazione Mondiale della
Sanità, nel lontano 1963. Nonostante siano
passati quasi quarant'anni dalla sua pubblicazione,
questo saggio sull'ammaternamento' e la 'maternizzazione'
risulta sempre essere molto attuale. Infatti
approfondisce l'aspetto della relazione primaria
tra il bambino e la figura materna che quando
per diversi motivi viene ad essere carente o
addirittura mancante, provoca danni anche gravissimi
per lo sviluppo della personalità del
bambino. Il libro tratta inoltre dell'esperienza
oltremodo traumatica del 'de-ammaternamento',
cioè di quando il bambino viene allontanato
dalla madre e delle turbe che possono seguire
a questa separazione.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi vuole approfondire
l'argomento riguardante il rapporto madre/bambino
nelle prime fasi della vita di quest'ultimo
dove per "madre" si intende la "figura
materna", cioè quella persona che
rappresenta un percorso emotivo, un investimento
affettivo, una capacità specifica di
cure concrete che non necessariamente coincide
con
il concetto di madre biologica.
COME INIZIA: (dall'Introduzione di Gabriella
Cappellaro) "L'attenzione al bambino è sempre
più fatto di cronaca. Soprattutto quando
il bambino è al centro di un conflitto
d'interesse ...." (dalla Prefazione di Pierre
Joannon) "Noi non consideriamo più il
lattante come un piccolo essere informe e plasmabile
a nostro piacere o che obbedisce passivamente
ad un istituto antico e lento come quello degli
animali ..." (dal saggio di N.Quemada) "E'
opinione generale che l'educazione di un bambino
inizia solo quando e' in grado di "capire".
Prima si tratterebbe di un "allevamento" durante
il quale il bambino non ha bisogno che di cure
attente, idonea alimentazione, buona igiene
fisica..."
TITOLO:
FALLIMENTI ADOTTIVI - prevenzione e riparazione
AUTORE: JOLANDA GALLI - FRANCESCO
VIERO
EDIZIONE: ARMANDO EDITORE (2001, pagg. 176)
Il volume nel titolo lega una realtà "forte",
il fallimento dell'adozione, con una modalità di
azione pratica, la prevenzione di eventuali problemi
e la riparazione ove stia avvenendo un danno.
A cura di una psicologa, psicoterapeuta di formazione
psicoanalitica e di un neuropsichiatra infantile,
racconta di diverse esperienze purtroppo tutte
fallimentari e descrive le problematiche insorte
durante il periodo adottivo, motivandole di volta
in volta. Indicano come causa di rischio e fallimento
adottivo la mancata elaborazione da parte delle
coppie adottanti della frustrazione per il figlio
non nato in caso di sterilità o del figlio
generato e successivamente venuto a mancare,
oppure della scelta filantropica di adottare
bambini bisognosi e quindi un rifiuto personale
di procreare. Ogni capitolo racconta di storie
fallite sia a causa di queste problematiche di
coppia che di superficialità o mancato
approfondimento durante i colloqui da parte degli
operatori sociali, stimolando quindi ad ulteriori
considerazioni una volta che vengono descritti
i diversi casi. Infine la riattivazione del trauma
dell'abbandono da parte del minore dopo l'allontanamento
da parte della famiglia che l'aveva accolto determina
sia sofferenza fisica e psichica da parte dei
soggetti coinvolti che un costo assistenziale
e sociale e elevato da non trascurare.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi desidera considerare
l'altra faccia della medaglia, senza indugiare
su visioni pessimistiche ma valutando queste
e altre esperienze come momento di riflessione
per prevenire ed evitare fallimenti adottivi.
COME INIZIA: (dall'introduzione) "Perché un
libro sul fallimento adottivo? Riteniamo che
i tanti contributi interessanti presenti sull'argomento
adozione abbiano ben tracciato negli ultimi anni
le linee di riferimento per il lavoro clinico,
preventivo e terapeutico con le famiglie e con
i bambini e adolescenti adottivi......"
Andare in giro in centro a Milano
una bella domenica di primavera con il marito,
i figli e gli amici e incontrare uno dei tanti
senegalesi che vendono i libri per strada….
In questi ultimi anni ne ho acquistati parecchi,
prevalentemente narranti storie africane e
non mi sono mai pentita dell’acquisto
fatto. Ma questa volta sono stata attirata
dal titolo, fiabe vietnamite- dee, mostri,
furbi ed eroi del Mekong. Un piccolo libro
ma ben curato. Una breve introduzione che fa
riflettere sul significato della fiaba come
elemento emozionale e come patrimonio culturale
delle singole nazioni; patrimonio che si tramanda
di generazione in generazione come in questo
libro, dove le fiabe narrate sono anche frutto
di racconti orali. Sono nove le fiabe che troviamo
descritte, ognuna illustrata da Davide Danti.
L’essere umano interagisce sempre con
gli animali, la natura e gli dei; i temi trattati
vanno dall’amicizia all’amore e
alla fratellanza. In ogni racconto si intrecciano
diversi personaggi, dal povero mendicante al
ricco imperatore, dai geni malvagi agli spiriti
celesti; alla fine c’è sempre
una morale, una spiegazione degli avvenimenti
descritti che cerca di ricondurre la favola
ai temi più antichi che ricorrono in
tutte le mitologie quali l’origine delle
diverse etnie, il diluvio universale, la formazione
della pianura di Hanoi, l’origine dei
pani di riso del capodanno vietnamita. Al termine
ci sono una ventina di pagine che descrivono
brevemente la storia del Vietnam, la sua cultura
e l’organizzazione della società,
corredate da foto attuali e del passato. I
due autori, Sara Rezoagli e Piergiorgio Siena,
avendo vissuto per anni in Vietnam ed avendone
assimilato la cultura e la lingua, sono stati
in grado di raccogliere queste favole che rappresentano
i temi principali della favolistica vietnamita
e di integrarli con testi apparsi su quotidiani
locali, creando un libro piacevole e di veloce
lettura. Tornando al nostro senegalese che
me l’ha venduto, voglio far presente
che questo ed altri libri della collana “ Fiabe
e Miti dal mondo “ sono editi da Edizioni
dell’Arco (www.ediarco.it)
e distribuiti dal Gruppo Solidarietà Come
(www.gruppocome.it)
che diffondono sia su strada, che attraverso
Internet e tramite alcune librerie, le pubblicazioni
di narrativa italiana e straniera, saggistica
e guide di viaggio che mantengano un forte
taglio su diversità, tolleranza e integrazione.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti quelli affascinati dalla cultura vietnamita
e, perché no, a chi deve o ha già adottato in Vietnam.
COME INIZIA: “La fiaba è come il mare, mentre leggende
e miti somigliano alle onde in superficie: un racconto s’innalza
fino a diventare un mito e si abbassa di nuovo ridiventando una fiaba
...”
TITOLO:
GENITORI ADOTTIVI - lavorare in gruppo dopo
l'adozione
AUTORE: GIULIANA MOZZON
EDITORE: ARMANDO EDITORE (2002, pagg. 102)
Il libro nasce dall'esperienza maturata dagli
incontri tra diverse coppie con alcune psicologhe
che con loro si sono trovate ad analizzare
la loro genitorialità alla luce dell'adozione
attesa o già avvenuta. La divisione del
testo in due distinte parti non è casuale:
infatti, mentre nella prima parte trattata dalla
psicologa Jolanda Galli la domanda posta coinvolge
maggiormente la figura del bambino ( " chi è il
bambino adottato? " ), nella seconda l'attenzione
si sposta sulla genitorialità adottiva
e ciò che comporta ( " l'adozione è un
atto creativo ? " ).
Quando è il bambino l'argomento principale
dell'incontro, le tematiche trattate variano
dalla separazione subìta alla costituzione
della nuova famiglia, fino ad arrivare al periodo
adolescenziale. In tutti questi capitoli della
prima parte vengono forniti esempi di bambini
e il loro inserimento nelle famiglie adottive;
interessanti sono le considerazioni riguardanti
l'inserimento scolastico del bambino proveniente
da un paese estero.
Nella seconda parte del libro si evidenziano,
in quattro diversi capitoli, gli spazi di discussione
operati dai quattro gruppi di lavoro coordinati
dalle psicologhe: questa esperienza è anticipatamente
commentata in un ulteriore capitolo che esplica
il lavoro svolto. Quindi vengono trattati il
tema della mamma del cuore , il fantasma dei
genitori biologici , la ricerca di una stabilità familiare
e la rivelazione delle origini. Sono argomenti
che fanno sorgere nei gruppi sofferenza, riflessioni,
chiusure e perplessità, ma anche apertura
verso nuove opportunità e che comunque
sempre stimolano a rimettersi in discussione.
Il tutto per meglio comprendere i propri figli
e cercare con loro e per loro di riparare i
segni lasciati dalle dolorose precedenti esperienze
di vita.
Significativa è la spiegazione che un
bambino adottato da ad un suo compagno di classe
per spiegargli che la sua mamma adottiva è una
mamma VERA: " .......Gli ho detto che le
mamme adottive sono come la ruota di scorta della
macchina, sono uguali a tutte le altre ruote,
se no la macchina non può andare avanti,
solo che si mettono al posto della ruota che
non funziona, della ruota che c'era e si è rotta ".
A CHI LO CONSIGLIAMO : a chi è del mestiere
( quindi psicologi, psicoterapeuti ), essendo
una collana di libri medico psicopedagogica e
quindi a volte un pò specialistica.
Inoltre a chi, come genitore adottivo, desidera
confrontarsi
ulteriormente nelle tematiche tipiche dell'adozione;
meglio ancora se il confronto viene fatto in
un gruppo, visti i numerosi spunti di discussione
che stimola la lettura di questo libro.
COME INIZIA : (dalla presentazione ): "Questo
piccolo libro intende mostrare un lavoro
clinico di impostazione psicoanalitica svolto
con gruppi
di genitori adottivi. Si cerca di riportare
il momento particolare dell'esperienza del
gruppo
all'interno di una pratica complessiva che
accompagna il lungo processo dell'adozione
internazionale
attraverso tutti i suoi passaggi obbligati
..."
TITOLO:
GENITORI SI DIVENTA - Riflessioni, esperienze,
percorsi per il cammino adottivo
AUTORE: ANTONIO FATIGATI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2005, pagg. 151)
Il nome di un’associazione, il titolo di un libro.
Non a caso, naturalmente.
Ma sicuramente in queste tre parole si trova racchiuso il dogma principale
che vuole essere il filo conduttore che lega l’omonima associazione
di Monza, della quale il curatore del libro Antonio Fatigati è il
Presidente, con l’argomento trattato nel testo in questione.
Genitori si diventa, dunque; non lo si è per meriti biologici o
adottivi.
Diventare genitori implica un percorso, un cammino che sicuramente nell’adozione
incontra difficoltà diverse rispetto ad una gravidanza biologica.
Ma, forse, per questi motivi, diventa più consapevole perché permette
alla coppia di mettersi in gioco nella futura paternità o maternità.
Apre il libro la presentazione della dottoressa Livia Pomodoro, presidente
del tribunale per i minorenni di Milano, che puntualizza sull’opportunità data
dal libro di diffondere maggiormente la cultura dell’adozione.
Seguono i contributi di diversi operatori quali psicologi, avvocati, medici,
giudici onorari, madri, padri e figlie adottive. Ognuno di loro tratta
uno dei capitoli che dividono questo libro; si parla di cultura dell’adozione
e delle differenze esistenti tra adozione nazionale e internazionale, di
superamento della sterilità di coppia, del binomio fecondazione
e adozione, di scuola, dello stato di salute dei bambini e di paternità adottiva.
Ogni argomento è visto e valutato nelle diverse ottiche nelle quali
operano i collaboratori della stesura del libro; prevale sicuramente l’aspetto
psicologico ma non viene trascurato il racconto delle diverse esperienze
che riguarda alternativamente madri, padri e figli adottivi.
Chiude il libro la stesura di una commedia teatrale in due atti scritta
dallo stesso Fatigati; “ la mèta del cuore”, questo è il
titolo, racconta dell’iter subito da una coppia prima di approdare
all’adozione dei propri figli. La netta contrapposizione tra l’aspetto
burocratico e legislativo e il grande desiderio di genitorialità,
evidenziano bene le difficoltà intrinseche di questo percorso.
Che, comunque, non fa che confermare che genitori non si nasce, ma si diventa.
A
CHI LO CONSIGLIAMO: soprattutto alle coppie che stanno iniziando il percorso
adottivo, come vademecum dei possibili aspetti riguardanti l’adozione.
Senza che questo debba spaventarli o farli recedere da eventuali scelte;
anzi come strumento in più per una maggiore riflessione e per
una migliore consapevolezza della complessità dell’argomento
trattato.
COME INIZIA: (dalla presentazione di Livia Pomodoro ) “Avete
mai notato che esistono poche cose che, come l’adozione, presentino
un numero così alto di paradossi? Riguarda un numero molto basso
di minori, ma coinvolge un numero di adulti elevatissimo ...“
TITOLO:
GENTE
AUTORE: PETER SPIER
EDIZIONE: MONDADORI (1980, pagg. 38)
E' un libro completamente illustrato e nonostante
sia stato disegnato ben 20 anni fa risulta
sempre essere molto attuale. Può essere
considerato un libro multiculturale dove vengono
evidenziate
le molteplici differenze tra gli esseri umani
di tutto il mondo, ognuno con le proprie caratteristiche
morfologiche, con i propri usi e costumi, con
le proprie emozioni, le proprie religioni e
i propri linguaggi che rendono ogni individuo
completamente
diverso e unico.
A CHI LO CONSIGLIAMO : ai bambini della scuola
primaria e a tutti quei bambini che vogliono
approfondire l'argomento della pluralità culturale
e del rispetto delle differenze individuali.
COME INIZIA : "Tutti sanno che al mondo
c'e' moltissima gente - e ogni anno che passa
il numero aumenta di milioni e milioni. In questo
istante sulla Terra ci sono oltre 6 miliardi
200 milioni di esseri umani e ogni mese ne nascono
6 milioni in più ...."
TITOLO: I BAMBINI
DEL MONDO - Un libro pop-up per scoprire
le differenze
AUTORE: EMMA DAMON
EDIZIONE: LA NUOVA FRONTIERA (2000, pagg.
12)
Un libro adatto ai bambini a partire dai
2-3 anni di età, che aiuta a comprendere meglio
le differenze esistenti tra i vari bambini del
mondo. Illustrato in maniera colorata e divertente,
insegna al bambino, tramite disegni scomponibili
in più parti, a capire che ognuno può avere
un aspetto differente e che è questo
che lo rende unico e speciale.
A CHI LO CONSIGLIAMO : a tutti i genitori,
adottivi e non, che intendono spiegare al
proprio bambino
la varietà esistente al mondo di statura,
peso, colore della pelle, carattere, attitudini
insita in ogni essere umano.
COME INIZIA : " I bambini sono diversi
...come pesci nel mare o nuvole nel cielo.
Ci sono bambini
alti. Altri bassi..."
TITOLO: I FIGLI CHE ASPETTANO
AUTORE: CARLA FORCOLIN
EDIZIONE: FELTRINELLI (2002, pagg.202)
A distanza di tre anni dalla pubblicazione
de Il gabbianello Marco e altri animali (vedi
ns.
recensione), l'autrice nonché presidente
dell'associazione "La gabbianella e altri
animali", prosegue il discorso iniziato
amplificandolo sulla base di ulteriori esperienze
e proponendo sempre un dibattito aperto per
sensibilizzare in merito ai bambini in attesa
di essere adottati.
Come nel primo libro i casi trattati sono vari
(adozioni di persone sole, testimonianze di
bambine adottate, di assistenti sociali, di
giudici e
assessori, di psicologhe). Vengono inoltre
raccontati episodi evidenziati dalla cronaca
di affidamenti
sbagliati che hanno colpito particolarmente
l'opinione pubblica e di adozioni di più fratelli
che modificano completamente la vita di coppia.
Conclude una lettera del Presidente della Sezione
Famiglia e Minori della Corte d'Appello di Roma
Luigi Fadiga.
A CHI LO CONSIGLIAMO: come il precedente libro
a chi intende guardare all'adozione come ad un
percorso che comprende anche casi particolari,
non sempre facili, che stimolano comunque il
lettore a voler approfondire ulteriormente il
discorso per meglio comprendere i molteplici
aspetti dell'adozione.
COME INIZIA: "Questo libro è rivolto
a chi vorrebbe adottare e sulla sua strada incontra
continue difficoltà, a chi è stato
escluso dall'adozione perché non sposato,
a chi ha avuto in affidamento dei bambini a cui
ha dedicato la vita per alcuni anni,senza sapere
poi più nulla di loro...."
TITOLO: I PERCORSI DELLE ADOZIONI
AUTORE: J.M. DEL BO , M. MEAZZA
EDIZIONE: IL SOLE 24 ORE (2001, pagg.284)
Un libro particolarmente esauriente per chi
cerca qualsiasi notizia di ordine pratico dopo
le recenti riforme in materia adottiva. Curato
da due giornalisti professionisti che lavorano
alla redazione Norme e tributi del Sole 24
Ore (si occupano di legislazione, fisco, professioni
e problemi sociali), risulta essere un'utile
guida per districarsi all'interno delle numerose
normative create dalle recenti leggi.
In maniera molto precisa e descrittiva vengono
analizzati i diversi passaggi inerenti il percorso
adottivo. Si parte quindi dalla decisione di
adottare, perciò come fare e da dove
cominciare, per poi muoversi all'interno dell'adozione
nazionale e internazionale, valutando documenti,
diritti, la salute del bambino. Molto esauriente è la
parte riguardante i costi delle procedure e
l'analisi dei recenti cambiamenti legislativi
in campo lavorativo (in particolare le disposizioni
a sostegno della maternità e della paternità -
Decreto legislativo 151/ 2001 ). Infatti si
possono trovare risposte ai quesiti più diffusi
quali il congedo di maternità e paternità,
i congedi parentali, i riposi e i permessi,
i congedi per malattia del figlio e gli assegni
familiari. Conclude il libro un' Appendice
che illustra i modelli per i documenti da presentare,
i testi che regolano le adozioni e gli indirizzi
utili.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi desidera aggiornarsi
in merito alle disposizioni di ordine pratico
inerenti l'adozione. Non lo consigliamo, invece,
a chi cerca un libro che trasmetta emozioni
o racconti di adozioni. Infatti, nonostante
sia fornito di testimonianze (varie interviste
ad operatori del settore e un paio di esperienze
familiari), risulta sempre essere un libro
di impostazione pratica e perciò, solo
per questo aspetto, estremamente utile.
COME INIZIA: "I motivi per cui si
decide di diventare genitori adottivi possono
essere
i più diversi: il figlio desiderato
non arriva, o si vuole fare qualcosa che
sembra giusto e nobile, oppure i casi della
vita portano a conoscere la realtà di
bambini privi di una famiglia in cui crescere
e ricevere amore, e si vuole fare qualcosa
per loro ..."
TITOLO: I TEMPI DELL'ATTESA
AUTORE: ANTONIO D'ANDREA
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2000, pagg.76)
L'autore, psicologo e psicoterapeuta familiare
(collabora tra l'altro con il Tribunale dei
Minori di Roma) ha voluto impostare la prima
parte del
manuale sotto forma di racconto. Infatti immagina
il colloquio tra un'ipotetica bambina di 6
anni, Martina e un uomo chiamato Costruttore
di Ponti,
disposto ad aiutarla a comprendere le sue preoccupazioni
e paure in attesa di essere adottata. La storia
evidenzia le domande che si pone la bambina
aspettando di incontrare i suoi genitori adottivi
e il desiderio
che loro riescano a costruire quel ponte che
possa dare continuità alla sua vita.
La seconda parte del libro analizza i tempi
dell'attesa vissuti da parte del bambino (e
il discorso si
riallaccia alla storia di Martina considerando
i suoi sentimenti avendo subìto un abbandono
e il suo passato), della coppia (la sterilità biologica,
le aspettative, l'accoglienza) e degli operatori
(la valutazione della coppia e la collaborazione
con la stessa per la buona riuscita del percorso
adottivo).
A CHI LO CONSIGLIAMO: alle coppie che stanno
aspettando di diventare genitori adottivi,
perché considerino
sempre il periodo dell'attesa come un momento
di maturazione ulteriore affinché riescano
ad edificare quel ponte che metta in contatto
le proprie speranze, paure, aspettative con
quelle del bambino che incontreranno.
COME INIZIA: (dalla Prefazione di Maurizio
Andolfi) "Nel
volume 'I tempi dell'attesa' Antonio D'Andrea
ci conduce per mano nel mondo del bambino
ed attraverso il linguaggio semplice e spontaneo
di Martina la realtà dei grandi, così spesso
corrotta da pregiudizi e retorica, viene
scossa alla radice per far riscoprire all'adulto
le
parti migliori di sé ..."
TITOLO:
IL BAMBINO ARRABBIATO
AUTORE: ALBA MARCOLI
EDIZIONE: MONDADORI (1996, pagg.333)
TITOLO: IL BAMBINO NASCOSTO AUTORE: ALBA MARCOLI
EDIZIONE: ARMANDO EDITORE (1993, pagg.311)
Alba Marcoli, psicologa di lunga esperienza nel campo
dell’ insegnamento
e della psicoterapia, ha raccolto in questi due importanti testi, parte
del materiale sperimentato per anni e finalizzato alla ricerca e alla
creazione di possibili strumenti di prevenzione del disagio psicologico
nei bambini.
Le favole sono scritte con linguaggio infantile, facilmente approcciabile;
i personaggi appartengono al mondo degli animali.
Gli argomenti principali trattati nel testo “Il bambino nascosto” sono
la separazione e il distacco e la paura dell’abbandono e della
perdita che, se non riconosciuti per tempo, possono degenerare in angoscia
e depressione.
“Il bambino arrabbiato” tratta il tema della rabbia come valvola
di sfogo di molteplici sentimenti: angoscia, dolore, impotenza, paura dell’abbandono
e del “…non sentirsi esistenti”. I testi sono destinati a
genitori ed educatori. Gli spunti deducibili dalle favole, guidano a decifrare
certi comportamenti
dei bambini apparentemente incomprensibili e suggeriscono la giusta prospettiva
da cui “guardare le cose” con “i loro occhi ” per capirli
un po’ di più, ricordando il bambino che c’è in noi.
TITOLO:
IL CAMMINO DELL'ADOZIONE
AUTORE: ANNA OLIVERIO FERRARIS
EDIZIONE: RIZZOLI (2002, pagg.303)
Una recentissima pubblicazione che analizza
vari aspetti dell'adozione da parte di una
delle psicologhe
e psicoterapeute italiane piu' conosciute .E'
un libro completo , che parte indicando alle
coppie di aspiranti genitori adottivi il cammino
da percorrere sino ad arrivare all'analisi
delle problematiche che si possono sviluppare
nelle
diverse fasce d'eta’ dei bambini adottati.
Infatti inizia dalle motivazioni che spingono
le coppie a decidere per l'adozione , proponendo
alcuni quesiti affinche' vi sia da parte loro
un'ulteriore attenta analisi del perche' si
vuole adottare.Poi passa alla descrizione dell'incontro
con il bambino,alle aspettative esistenti da
entrambe le parti in causa, alle differenze
basilari
esistenti tra l'adozione e l'affido .Successivamente
tratta della formazione di una famiglia,con
le problematiche legate al vissuto del bambino,alle
eventuali differenze linguistiche,alle difficolta'
comportamentali,al bisogno di appartenenza,al
colore della pelle.Il quinto capitolo analizza
sia la difficolta' da parte di alcuni genitori
di parlare dell'adozione con i propri figli
che
le variazioni strutturali che hanno coinvolto
in questi ultimi anni la famiglia tradizionale.
Naturalmente non possono mancare le considerazioni
riguardanti le persone che ruotano intorno
al discorso adottivo , a partire dai nonni,dai
fratelli,agli
amici fino ad arrivare all'ingresso a scuola,passaggio
importante per tutti i bambini.
Gli ultimi quattro capitoli partono dallo sviluppo
del bambino da neonato sino all'eta' adulta ,passando
attraverso la difficile e complessa fase adolescenziale
, che puo' essere vissuta come un'ulteriore ricerca
della propria identita' e , di conseguenza ,
delle proprie origini .
I libro contiene parecchi racconti di esperienze
che ben rappresentano le diverse tematiche trattate
e conclude l'analisi con una testimonianza che
invita a vivere l'adozione con fiducia e apertura
, in maniera naturale.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti,
sia a chi deve adottare che ai genitori adottivi,
perché si
possono trovare risposte ai problemi sia che
vengano formulate da coppie in attesa che da
famiglie già formate che desiderano
ricavare dalla lettura del libro un ulteriore
aiuto.
COME INIZIA: "L'adozione e' un tema
caldo, che suscita facilmente reazioni
emotive. Parole come mamma, bambino, famiglia,
separazione
non sono termini neutri ma espressioni
che ci riportano immediatamente ad alcune
delle
nostre esperienze piu' intime e profonde
a cui sono collegate sensazioni e stati
d'animo complessi e soggettivi ... "
TITOLO:
IL COLLOQUIO NELL'ADOZIONE - Strumenti per
operatori
AUTORE: ANNA ZANARDI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (1999, pagg. 113)
L'autrice, psicologa e giudice onorario presso
il Tribunale dei minori di Milano, affronta
in questo manuale la comprensione del senso
e dell'importanza
del colloquio di adozione. Nelle prime due
parti del libro vengono analizzati i comportamenti
degli operatori sia di fronte alla scelta
adottiva della coppia che all'interlocutore "famiglia".
In entrambi i casi vengono presentati degli
esempi di esperienze vissute che, insieme
a degli schemi
riassuntivi, stimolano il lettore ad ulteriori
riflessioni. La terza parte disserta in merito
all'intelligenza emotiva, distinta da quella
intellettiva, considerando le diverse teorie
elaborate a partire dagli anni '30 sino ai
giorni nostri, passando attraverso la comunicazione
non verbale, quella su base sensoriale per
arrivare
all'intelligenza relazionale. Mentre nella
quarta parte viene considerata la relazione
operatore-utente,
nell'ultima parte si entra in merito al colloquio
vero e proprio, inteso come strumento in
mano all'operatore che gli consente di raccogliere
informazioni per esplicitare un suo parere
nei confronti dell'interlocutore, in questo
caso
la coppia che intende adottare. Concludono
il libro 3 Appendici riguardanti l'elenco
degli
Enti autorizzati alle adozioni internazionali(
aggiornato al maggio 1997 ) , l'elenco dei
Tribunali
per i minorenni in Italia e la citazione
dell'ANFAA, come associazione a tutela dei
minori.
A CHI LO CONSIGLIAMO: agli operatori che incontrano
le coppie adottanti per la complessità tecnica
degli argomenti trattati, ma anche ai futuri
genitori adottivi che intendono avere un'ulteriore
idea sulle modalità di incontro ed intervista
da parte degli operatori. E' un libro di non
facile lettura che però ben rappresenta
le diverse problematiche legate al colloquio
adottivo.
COME INIZIA: (dall'introduzione) "Quando,
come operatori, ci si trova di fronte ad
un interlocutore, spesso ci si sente soli
e poco
attrezzati ad
affrontare la situazione. Questo accade ancor
più quando la società ci addossa
ruoli e aspettative non corrispondenti alle
nostre intenzioni. Non siamo coloro che giudicano
se
una persona è o potrà essere
un genitore degno, non valutiamo nemmeno
se sa o
saprà dare amore o affetto ..."
TITOLO:
IL CORAGGIO DI ESSERE CORAGGIOSI
Diventare grandi senza fare i FURBI e senza sentirsi STUPIDI per questo
AUTORE: DOMENICO BARRILA', EMANUELA BUSSOLATI
EDIZIONE: CARTHUSIA EDIZIONI (2007, pagg. 36)
Senza
parole!
E’ questa la reazione che ho avuto nel leggere un libro così…geniale!
E’ scritto con poche parole, pochissime, ma dal significato così eloquente
da far esplodere in testa tantissime domande sul nostro modo di approcciare il
mondo dei bambini.
Protagonista è il coraggio, non quello che contraddistingue i forti, ma
quello che caratterizza i piccoli che crescendo cercano di “… tollerare
l’insuccesso, di riprovarci comunque” senza barare né arrendersi,
chiedendo aiuto ai “grandi” nei momenti di difficoltà.
Un
libro che, a detta dello stesso autore, è stato
pensato per lungo tempo e realizzato
in onore dei bambini, ai quali, una
scienza come la psicologia,
non può non rivolgersi parlando loro direttamente attraverso un linguaggio
chiaro e alla portata di tutti, grandi, piccoli, genitori ed educatori.
Primo volume di una collana che, speriamo presto, si impreziosirà di altre
perle di saggezza.
COME INIZIA: “Un coraggio tutto nuovo è il protagonista
di questo primo volume: un coraggio sorprendente, ricco di speranze
per il bambino, ma soprattutto dal significato inatteso ...”
TITOLO: IL FIGLIO ALTRUI
AUTORE: GAETANO BARLETTA
EDIZIONE: SEI (1991, pagg. 141)
Lo psicologo Gaetano Barletta, Primario nel
1991 dell'Unita' Operativa di Psicologia presso
l'Asl
di Pisa e Magistrato presso il Tribunale per
i minorenni di Firenze, analizza in questo
libro dal titolo provocatorio la realtà e dinamica
dell'adozione, vista sia nella fase precedente
che in quella successiva all'incontro con il
bambino. Nella prima parte, denominata " Problematica
adottiva e parti in causa", l'autore focalizza
la circostanza primaria per la quale ha senso
un discorso adottivo, cioè l'interesse
prevalente del bambino e illustra gli aspetti
procedurali della legge n.184 (il libro è stato
scritto nel 1991).
Analizza poi le problematiche e le consapevolezze
della coppia adottiva, passando attraverso
le attese, i timori di ereditarietà patologica,
le speranze della coppia stessa. Una sezione
riguarda la sterilità e ciò che
comporta l'impossibilita' di procreare all'interno
della domanda adottiva, l'elaborazione del proprio
vissuto connesso alla condizione di coppia sterile
e la preparazione di uno spazio affettivo in
grado di accogliere il minore come essere reale
e non fantasticato. L'autore ha illustrato, con
un utile schema, i problemi sui quali riflettere
all'interno della coppia e in sede di colloqui
con gli operatori sociali. Ovviamente l'altra
parte in causa del discorso adottivo e' il minore,
che qui viene considerato sia dal punto di vista
della sua sofferenza abbandonica che dalle domande
inerenti allo stato della sua adozione: da dove
vengo, perché sono stato abbandonato,
perché ora sono con quella coppia.
La seconda parte del libro ("La relazione
adottiva") considera le problematiche
connesse all'avvio dell'innesto adottivo,
soffermandosi
sul tema della rivelazione e sulla ricerca
del proprio ruolo all'interno della nuova
realtà familiare.
Interessante è l'analisi dell'adottando
sia nel caso di un neonato che nelle diverse
fasi di sviluppo, considerando le diverse
problematiche che si possono eventualmente
presentare a seconda
dell'età. Conclude un capitolo inerente
alle situazioni particolari, ad esempio il
minore in affido, il minore portatore di
handicap, esperienza
adottiva e nascita di un figlio, coppia adottiva
con figli naturali.
A CHI LO CONSIGLIAMO: sia alle coppie che
stanno intraprendendo il cammino verso l'adozione
che
a quelle che hanno già adottato, per
la varietà degli argomenti trattati,
soprattutto dal punto di vista psicologico
e per l'esperienza
dell'autore maturata in anni di colloqui con
le coppie che intendevano adottare.
COME INIZIA: (dall'introduzione) "In
questi ultimi anni si e' molto parlato di
adozione e
la discussione, tra istanze culturali e istanze
emotive, è divenuta collettiva. Si
pensi al caso Serena, alla vicenda di Dario,
alla
storia della bambina di nome Chiara, che
hanno appassionato
l'opinione pubblica ..."
TITOLO: IL GABBIANELLO MARCO E
ALTRI ANIMALI - Raccolta di storie e testimonianze
sull'adozione difficile
AUTORE: CARLA FORCOLIN
EDIZIONE: DANIELA PIAZZA EDITORE (1999, pagg.
125)
L'autrice è un'insegnante di Lettere delle
scuole medie, laureata in Pedagogia, presidente
dell'associazione "La
gabbianella ed altri animali". Ha scritto
questo libro alla vigilia della riforma della
legge 184, avvalendosi delle testimonianze
di alcuni genitori riguardanti il loro percorso
adottivo, per cercare di stimolare ulteriormente
il dibattito che seguiva a quella riforma.
I
quattro capitoli nei quali è suddiviso
cercano di analizzare, attraverso le esperienze
raccontate, i punti di maggiore discussione
della legge menzionata. Infatti trattano di
argomenti
quali l'adozione permessa alle persone singole,
i limiti di età, le difficoltà in
alcuni casi ad ottenere l'idoneità.
Il tutto anticipato, per ogni capitolo, da
alcune
considerazioni fatte dall'autrice in merito
all'argomento trattato.
Il libro è stato scritto per stimolare
in qualche lettore la voglia di raccontare la
propria storia di genitore adottivo mancato o
divenuto tale in seguito a faticose traversie.
Chi volesse può inviare alla curatrice
o all'editore le proprie storie che potrebbero,
in un futuro, costituire una successiva edizione.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi volesse farsi un'idea
delle difficoltà che si possono incontrare
nel percorso adottivo, considerando però che
i casi menzionati raccontano di esperienze
particolari.
A chi non si lascia demoralizzare facilmente,
ma che accoglie il racconto di queste esperienze
con la giusta valutazione dei singoli casi.
COME INIZIA: (dalla prefazione
di Gianfranco Bettin) "Non c'è nulla
di più prezioso
della disponibilità ad amare",
si legge in conclusione di questo testo commuovente,
consapevole, propositivo. E le storie di
cui è composto, non meno che le riflessioni
che
vi si alternano, lo dimostrano ..."
TITOLO:
IL LIBRO…I BAMBINI DEL MONDO
AUTORE: ROSSANO PALAZZESCHI - ELISA PRATI
EDIZIONE: GIUNTI JUNIOR (2004, pagg. 53)
Andare in biblioteca con i propri figli è sempre
una cosa utile: oltre a raccomandare loro di
rispettare il silenzio ( regola non sempre
rispettata ), si trovano sugli scaffali diversi
libri per bambini che parlano di multiculturalità.
E nella nostra attuale società c’è sempre
maggiore bisogno di affrontare questo argomento,
partendo appunto dai bambini. Questo libro
affronta le usanze tipiche di alcuni Paesi,
intervallando la descrizione con alcuni spunti
di riflessione. Si sorvolano i cinque continenti
soffermandosi per analizzare alcune caratteristiche
tipiche, con una breve escursione in periodi
storici precedenti al nostro; il tutto corredato
da disegni e foto. Non manca la citazione ad
uno dei martiri dei giorni nostri: Iqbal Masih,
il bambino pakistano ucciso nel 1995, esempio
di coraggio per tanti bambini nel mondo. La
domanda sopra a tutte le altre la troviamo
nella seconda pagina: “ Secondo te quando
si smette di essere bambini?”. Proviamo
a domandarcelo anche noi…Se ci rendiamo
conto che sappiamo dare una risposta anagrafica,
forse vuol dire che abbiamo smesso da tempo
di pensare e di guardare il mondo con gli occhi
di un bambino. Proviamo a recuperarla questa
nostra capacità: ci renderemo conto
di saperci ancora stupire della vita.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai genitori, agli insegnanti,
ai bambini. L’appendice che troviamo è un
utile esempio di come sia riduttivo parlare
nel mondo di razze, comodo alibi per alcuni
per cercare di dimostrare la propria superiorità.
L’unica specie che ci riguarda è quella
umana: le vere differenze risiedono nelle abitudini,
nella lingua, nelle usanze e nel carattere
di ogni essere umano.
COME INIZIA: “Se il mondo avesse una
voce e potesse parlare, chissà quante
storie ci racconterebbe. E chissà quante
storie di bambini! Con la pelle rossa, gialla,
bianca, nera, con gli occhi a mandorla…“
TITOLO: IL LIBRO DEI DIRITTI DEI
BAMBINI
AUTORE: AUTORI VARI
EDIZIONE: FABBRI - I DELFINI (1998, pagg.
107)
Un piccolo tascabile patrocinato dal Telefono
Azzurro, il cui presidente Ernesto Caffo ne firma
l'introduzione. E' strutturato sotto forma di
dialogo e coinvolge due fratelli, Cecilia e Andrea,
che si ritrovano a parlare appunto dei diritti
dei bambini nel mondo sanciti dalla Convenzione
Onu del 1989. Il dialogo inizia con il racconto
di tre storie raccolte dal Telefono Azzurro e
prosegue spiegando alcuni dei diritti dei bambini.
Accenna anche al discorso dell'affido e dell'adozione.
In fondo riporta il testo della Convenzione sui
diritti del fanciullo.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai bambini dagli 8 anni
in su. E a qualche adulto che si dimentica l'importanza
di salvaguardare i diritti dei bambini.
COME INIZIA: "Ehi Cecilia, che cosa stai
facendo?" " Sto facendo ordine nelle
mie cose." " Quali cose?" "Questo è il
cassetto delle mie cose, un posto solo mio
dove nessuno viene a toccare...."
TITOLO:
IL RACCONTO DI PEUW BAMBINA CAMBOGIANA
AUTORE: MOLYDA SZYMUSIAK
EDITORE: EINAUDI (1986, pagg. 346)
Terrificante. Penso che non ci siano parole
adatte per definire questo libro autobiografico
che
descrive gli orrori del regime di Pol Pot alla
fine degli anni '70. Tradotto e commentato
da Natalia Ginzburg, il racconto di Peuw viene
paragonato
al Diario di Anna Frank per l'ottica nel quale
viene scritto: quella di una bambina di 12
anni che, a differenza di quella ebrea, sopravvive
alla guerra e riesce successivamente a raccontarne
le atrocità. Sembra incredibile che possano
essere accaduti fatti del genere e che continuino
a succedere in varie parti del mondo: la perdita
di ogni bene affettivo e materiale e la disgregazione
di ogni certezza contraddistinguono la lettura
di questo libro dove la parola d'ordine è solamente
sopravvivere. Peuw conduce una vita agiata con
la sua famiglia e i suoi parenti fino al giorno
in cui la nuova organizzazione dei khmer rossi
impone un regime totalitario, massacrando e uccidendo
chiunque si fosse permesso di opporsi a loro.
La famiglia di Peuw perde in poco tempo tutto
ciò che possiede e si ritrova a dover
modificare radicalmente il proprio stile di vita:
anni di stenti, malattie e denutrizione sterminano
i vari componenti della famiglia alla quale sopravvivono
solamente 4 bambini. Gli orrori della guerra
portano a convivere con una miseria inimmaginabile,
dove anche i rapporti personali si modificano
per necessità: un mestolo di riso al giorno
diventano un lusso da difendere. Tutto il libro è un
continuo migrare tra le campagne cambogiane,
invase da un numero impressionante di morti.
Ci si domanda come sia possibile che un'intera
popolazione venga sterminata in questo modo:
e ci si rende conto che qualsiasi tipo di regime,
guerra, qualsiasi ideologia che privi l'uomo
della sua libertà può generare
solamente disgregazione, distruzione e morte.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi riesce a sopportare
una lettura cruda e impressionante di fatti
realmente accaduti, che invitano a meditare
su come sia
fondamentale la continua ricerca della pace
tra i popoli, all'insegna del rispetto di ogni
singola
vita umana.
COME INIZIA: "Ho vent'anni e vivo in
Francia da tre estati. Un anno della mia vita è trascorso
in Tailandia, fra gli orfani del mio paese
scampati all'inferno. Per cinque anni sotto
i kmer rossi,
ho patito la fame nel paese più fertile
del mondo, la sete nella regione dell'Asia
più ricca
d'acque, il lutto e le stragi in quell'angolo
di paradiso terrestre che era la mia Cambogia.... "
TITOLO:
IL RAZZISMO SPIEGATO A MIA FIGLIA
AUTORE: TAHAR BEN JELLOUN
EDITORE: EDIZIONE BOMPIANI (1998, pagg.
86)
Quando è uscito, nel 1998, è stato
un grande successo letterario: lo scorso anno è stata
ristampata una nuova edizione accresciuta. Nato
da una conversazione tra l'autore e sua figlia
di dieci anni, è un piccolo libro pieno
di ottimi spunti da approfondire. Non è propriamente
semplice rispondere alla domanda diretta di una
bambina: " Papà, cos'è il
razzismo? ". Si rischia di cadere nei luoghi
comuni senza per altro riuscire ad essere sufficientemente
esaurienti. Paura, inganno, violenza, disgusto,
sono alcune delle parole chiave che si evidenziano
nel dialogo tra padre e figlia. Il mondo del
razzista è pieno di questi termini: dove
c'è discriminazione c'è sicuramente
solitudine, dove c'è accoglienza c'è il
rispetto dell'altro. Concludono il libro alcune
osservazioni raccolte tra i ragazzi delle scuole
medie e varie persone che hanno interpellato
l'autore in seguito alla lettura del libro. Lui
invita a non abbassare mai il livello di guardia:
si può ferire una persona con una parola
o un solo sguardo. E parafrasando una canzone
di qualche anno fa di Umberto Tozzi non dimentichiamoci
mai che "... gli altri siamo noi... ".
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi non saprebbe bene
cosa rispondere alla fatidica domanda " cos'è il
razzismo? ". Agli insegnanti delle scuole
medie per stimolare una discussione in merito
all'argomento e per approfondire ulteriormente
gli spunti offerti dalla lettura di queste
pagine.
COME INIZIA: " Dimmi, babbo, cos'è il
razzismo?". " Tra le cose che ci
sono al mondo, il razzismo è la meglio
distribuita. E' un comportamento piuttosto
diffuso, comune
a tutte le società tanto da diventare,
ahimè, banale. Esso consiste nel manifestare
diffidenza e poi disprezzo per le persone che
hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse
dalle nostre......."
TITOLO: INADEGUATI NON
SI NASCE
AUTORE: DOMENICO BARRILA'
EDIZIONE: CARTHUSIA EDIZIONI (2009, pagg. 93)
L'autore è un
analista della Scuola Adleriana e
alla sua esperienza clinica attinge
per esemplificare molti punti dell'opera.
Il sentimento di inferiorità è il
motore dello sviluppo psichico e
del progresso umano: esso costituisce
dunque un prezioso pungolo che ci
spinge a migliorarci. Il sentimento
di inadeguatezza si è tuttavia
trasformato, nella nostra epoca,
in un pretesto per trovare scorciatoie
a danno dei nostri simili. Tutti
siamo diventati più insicuri
e il mondo corre troppo veloce: la
percezione della propria marginalità sfocia
in nevrosi e tendenze antisociali.
Partendo da queste premesse e riferendosi
ampiamente ad aneddoti della sua
memoria, l'autore passa in rassegna
un quadro variegato di situazioni
umane che illustrano la marginalità psicosociale
e
gli errori di valutazione che
ognuno di noi può commettere nel
valutare il "diverso" (omosessuale,
carcerato, portatore di handicap,
straniero, donna lavoratrice, etc).
In questo libro ognuno di noi ritroverà un
riflesso di alcune parti di sè.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti coloro
che desiderano soffermarsi a riflettere
sulla complessità delle motivazioni
umane.
INIZIA COSI’: “Un
padre, che esce la mattina alle
sette e torna, stanco morto, alle
nove di sera, si dichiara ‘fallito’ perchè il
figlio qundicenne non gli porta
più rispetto. Il ragazzo è stato
appena lasciato dalla morosa. Troppo
dolorosa la smentita, bisogna distribuire
il peso, cedendone una parte al
genitore...”
TITOLO:
JOSNY VIENE DALL’INDIA
AUTORE: MARIA TOFFETTI (illustrazioni di Desideria
Guicciardini)
EDIZIONE: EDIZIONI MESSAGGERO PADOVA (2004,
pagg. 128)
Vado in biblioteca con mia figlia e lo sguardo
mi cade distrattamente sulla copertina di questo
libro. Un bel disegno illustra un papà,
una mamma e un bambino inequivocabilmente di
pelle chiara attorno ad una bambina di pelle
inequivocabilmente scura. Josny è la
protagonista di questo simpatico romanzo per
bambini dai 7 anni in su ed è una figlia
adottiva proveniente dall’India. E’ simpatica
Josny, un po’ ribelle ed esuberante come
la maggior parte dei suoi coetanei. Ama la
natura e gli animali; ha un fratello, Rudi,
con il quale gioca e litiga e un amico del
cuore, Davide Barro. Le sue giornate sono quelle
di una bambina della sua età, divise
tra la scuola e il gioco. Potrebbe essere un
simpatico romanzo come tanti altri ma invece
si differenzia cogliendo l’occasione
per parlare di adozione. Lo fa con naturalezza,
inserendo il discorso all’interno della
quotidianità di Josny. La scuola è l’ambito
dove la diversità d’origine di
Josny viene evidenziata, in modo purtroppo
poco ortodosso, da un’insegnante poco
sensibile e carente dal punto di vista umano,
provocando nella bambina una personale disistima.
E’ l’amico Davide Barro che aiuta
Josny a reagire alle ingiustizie che la bambina
patisce a scuola a causa dell’insegnante
e di alcuni compagni. E’ una fatica immensa
dover subire gli atteggiamenti discriminatori
che riaprono ferite dolorose e dover affrontare
argomenti personali con un’insegnante
del genere. Sarà merito di Davide, dei
suoi genitori e di un’altra insegnante
comprensiva e collaborativa, che Josny riuscirà a
convivere con le fatiche quotidiane scolastiche
e a trovare gli strumenti adatti per affrontare
con maggiore serenità le problematiche
legate al suo stato di figlia adottiva di origine
indiana.
E’ un libro molto realista, che ben rappresenta
i rapporti che si possono venire a creare tra
i bambini dell’età di Josny. Troviamo
le amiche affettuose e le amiche invidiose,
l’amico del cuore, i figli di immigrati
e la loro fatica per integrarsi, i piccoli
dispetti quotidiani e i momenti felici di gioco,
il dramma di una compagna di fronte alla separazione
dei propri genitori. Questo spaccato di vita
ruota attorno ai genitori di Josny, rappresentati
da un padre e una madre attenti e innamorati
di questa figlia speciale, “ che valeva
la pena di andare fino in India per trovarla
e che è appunto speciale perché è lei”.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti e in particolare
a chi ha dei figli in età scolare. L’autrice,
insegnante della scuola primaria, dipinge bene
le diverse situazioni che si vengono a creare
nelle giornate di Josny, inserendo il suo stato
di figlia adottiva all’interno di una
quotidianità normale, fatta di momenti
anche difficili ma soprattutto di vera amicizia
e grande amore. Le belle illustrazioni di Desideria
Guicciardini completano questo simpatico romanzo,
pieno di ottimi spunti di riflessione.
COME INIZIA: “ Io mi chiamo Josny.
Il mio nome intero è Josna Siroyini;
Josna significa Chiaro di Luna. Ma fino a
che non sono cresciuta mi hanno chiamato
Josny. Vengo dall’India. Ho gli occhi
neri, i capelli neri, la pelle marrone. Ho
sette anni. Abito in un paese dove i bambini
sono bianchi….”
TITOLO: IL TUO PRIMO LIBRO DEI
BAMBINI DI TUTTO IL MONDO
AUTORE: AUTORI VARI
EDIZIONE: LARUS (1992, pagg. 124)
Un libro completamente illustrato, diviso nei
5 continenti, che descrive le abitudini di
vita dei bambini nelle diverse parti del mondo.
La
varietà di abitazioni, mestieri, cibi,
giochi, evidenzia la diversità di usi
e costumi tra i bambini della Terra come una
ricchezza fondamentale delle numerose popolazioni
esistenti.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai bambini dai 3 ai 10
anni che desiderano conoscere ambienti diversi
dai loro
COME INIZIA: "Nel continente africano
si trovano foreste, immense praterie chiamate
savane
e grandi deserti...."
TITOLO:
L'ADOZIONE: una famiglia per chi non ce l’ha
AUTORE: LUIGI FADIGA
EDIZIONE: IL MULINO (1999, pagg. 120)
Luigi Fadiga, già presidente del Tribunale
per i minorenni di Roma, ha scritto questo
utile manuale all'alba delle grosse trasformazioni
avvenute con la legge 476 e la messa in vigore
della Convenzione dell'Aia il 31 dicembre del
1998.
L'introduzione fa un'interessante panoramica
storica di ciò che ha riguardato il
mondo dell'adozione dall'epoca Napoleonica
sino ai
giorni nostri.
Questo per meglio evidenziare le notevoli mutazioni
avvenute successivamente con la legge 431 del
1967 e la successiva 184 del 1983 che ha ulteriormente
confermato l'assoluta priorità degli interessi
del bambino nel discorso adottivo . Infine un
intero paragrafo è rivolto alle modifiche
in materia internazionale avvenute con la ratifica
della Convenzione.
Concludono il libro una specifica sull'affidamento
familiare (e le differenze sostanziali con il
discorso adottivo) ed un elenco della bibliografia
sia di tipo giuridico che sociopsicologico .
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi vuole approfondire
dal punto di vista storico e normativo il percorso
adottivo, senza però inutili dilungazioni
in merito. Il pregio infatti di questo libro è sua
la brevità non a scapito di una lucida
analisi del problema.
COME INIZIA: "Di bambini adottati si parla
gia' nella Bibbia e nella storia di Roma antica
. Succede cosi' che nel linguaggio comune quando
parliamo di adozione pensiamo a una cosa sempre
uguale,una cosa che c'e' da sempre . Ma L'adozione
di un bambino non e' stata sempre uguale....".
TITOLO:
L' ADOZIONE OGGI: UN OBIETTIVO RAGGIUNGIBILE
Nuovi
percorsi per una nuova cultura
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI
EDITORE: FRANCO ANGELI ( 2003, pagg. 197)
L'acquisto di questo libro non deve trarre
in inganno: infatti si discosta molto dalle
precedenti
pubblicazioni effettuate dall'autrice Anna
Genni Miliotti. In primo luogo per la scrittura
si
avvale della collaborazione di esperti che
operano in campo adottivo. Infatti il libro,
diviso in
due parti, chiama la prima " Percorsi normativi " :
in ogni capitolo viene trattato l'argomento di
competenza dell'operatore interpellato. Quindi
troviamo la parte giudiziaria di competenza del
Giudice del Tribunale per i Minorenni, la parte
sociale e psicologica di competenza dell'assistente
sociale e dello psicologo. Il tutto trattato
in maniera approfondita e dettagliata. Nella
seconda parte la curatrice del libro passa ad
analizzare l'adozione nel vivere quotidiano,
quindi l'inserimento scolastico dei bambini e
la necessità di creare una corretta cultura
dell'adozione nei diversi ambiti, la ricerca
delle proprie origini e un suggerimento per quanto
riguarda i termini da usare per non ferire il
bambino. Troviamo anche un intervento della Presidente
del CAI, Melita Cavallo, inerente la facoltà di
una donna di partorire senza riconoscere il bambino;
questo provoca una disuguaglianza tra chi è stato
adottato e può ricercare da adulto le
proprie origini e da chi invece in questo caso
non potrà mai farlo.
Molto interessante poi risulta essere uno degli
ultimi capitoli dove vengono approfonditi gli
aspetti sanitari riguardanti l'adozione: i medici
pediatri interpellati descrivono esaurientemente
le patologie che si riscontrano maggiormente
nei bambini adottati e gli eventuali esami di
screening consigliati al rientro per accertare
sospette diagnosi quasi mai verificate durante
la permanenza nel Paese d'origine del bambino.
A CHI LO CONSIGLIAMO: Dicevamo all'inizio
che questo libro si discosta dai precedenti
dell'autrice
in quanto quasi del tutto privo del senso ironico
ed emozionale che contraddistingueva le precedenti
pubblicazioni. In compenso è una chiara
e molto aggiornata guida per un giusto approccio
al mondo dell'adozione. A nostro parere va
a completare il precedente " Adozione:
le nuove regole " della stessa autrice.
COME INIZIA: ( dall' introduzione ) : "Le
nuove leggi, la L. 476/98 in materia di adozione
internazionale e la L. 149 / 2001 del "Diritto
del minore ad una famiglia ", insieme
hanno introdotto molte innovazioni nell'iter
delle
pratiche di adozione... "
TITOLO:
L’ORSACCHIOTTO
NON PIU’ SOLO
AUTORE: AUTORI VARI
EDIZIONE: ANCORA (pagg. 68)
Lo strumento più adatto per spiegare
una storia “speciale” al proprio
figlio è sicuramente la fiaba e la
storia, in assoluto più speciale, è la
sua. In questo libro ci sono otto fiabe che
raccontano “ di
bambini e genitori che si incontrano per
la prima volta, dopo essersi a lungo desiderati
e cercati”.
Racconti creati apposta per i bambini da
quei genitori che, con l’amore assoluto
che contraddistingue ogni mamma e ogni papà,
hanno saputo trovare le parole giuste per
spiegare ai loro cuccioli che non sono nati
dalla pancia, ma dal cuore. E, i bambini
lo sanno bene, dalla pancia prima o poi si
esce ma dal cuore mai!
La prefazione è di Irene e Marco Griffini
che, di adozione, “ ne sanno un bel
po’ “.
La seconda parte del libro,intitolata “fiabelaborando”,
contiene notizie e consigli utili alla costruzione
della propria storia familiare che, sicuramente,
sarà unica.
Allora, perché non leggere questo
libro e non provare a scriverne una?
COME INIZIA: Care bambine e cari bambini,
avete aperto un libro davvero speciale.Non
ci credete?
Allora venite con noi, vedrete
con i vostri occhi e ascolterete con le
vostre orecchie ...
Notizie
biografiche: Theodor Seuss Geisel, in arte Dr.Seuss, è stato
uno degli autori più amati nella storia
della letteratura infantile americana del secolo
scorso. Gli argomenti da lui trattati nei
suoi numerosi libri sono sempre stati di
natura etica, spaziando dalla tutela delle
minoranze alla folle corsa agli armamenti
fino alla tematica adottiva. E proprio in
questo libro illustrato affronta, da un punto
di vista particolare, il discorso dello stato
di abbandono e dell’adozione. Ma non
si tratta di un bambino, bensì di
un uovo lasciato da un’allodola, incapace
di accudirlo, ad un grosso elefante che si
assume la responsabilità della cova.
Il nuovo ruolo genitoriale del quale è stato
investito, coinvolge pienamente l’elefante
che con cura, affetto e dedizione si dedica
all’uovo. Nonostante il freddo, la
derisione degli amici e il pericolo, Ortone
non demorde dalla sua missione ed arriva
ad essere imprigionato da alcuni cacciatori
per essere portato in un circo. E lì rincontra
l’allodola che, al termine della cova,
rivuole il suo uovo nonostante non abbia
provveduto a lui per 10 lunghi mesi. In quell’istante
l’uovo si apre ed esce ……….
Non proseguo, per non rovinare la sorpresa
degli
eventuali lettori. E’ a questo punto
che si capisce pienamente la morale di questa
breve ma intensa storia, un delicato racconto
che vuole spiegare ai bambini tematiche difficili
e complesse quali l’abbandono e l’adozione
usando un linguaggio semplice e chiaro.
A CHI LO CONSIGLIAMO: Ai genitori e agli
insegnanti della scuola dell’infanzia
e della scuola primaria, per affrontare l’argomento
e cercare di stimolare nei bambini alcune
domande in merito ad un tipo di genitorialità diversa.
COME INIZIA: "Covando un uovo sospira
Giodola, frivola allodola: “ Sono
annoiata e stanca ho i crampi alla zampa
seduta, sempre seduta qui lunedì,
martedì e mercoledì…”
TITOLO:
MAMMA DI PANCIA MAMMA DI CUORE
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI - CINZIA GHIGLIANO
EDITORE: EDITORIALE SCIENZA (2003, pagg.
28)
La questione è da sempre dibattuta:
come chiamare la donna che genera il figlio
che il
genitore adottivo cresce?
Sembra uno scioglilingua. In realtà è la
base della storia che ogni genitore racconta
al proprio bambino per spiegargli meglio la sua
adozione. E' quindi il punto di partenza: tu
sei nato, tu sei nata. Si..... ma da chi? In
quale pancia sei cresciuto, sei cresciuta.....Chi
ti ha dato questi occhi, queste mani, questa
pelle.... E non è semplice spiegarlo con
un linguaggio facilmente comprensibile. Comprensibile
a lui, a lei, a nostro figlio o a nostra figlia.
Questo recentissimo libro di una delle più prolifiche
autrici in campo adottivo è, nello stesso
tempo, semplicissimo e difficilissimo. Semplicissimo
perchè appunto affronta un argomento così delicato
come le origini con dolcezza e serenità.
Difficilissimo perchè il messaggio da
passare è fondamentale che sia chiaro
e certo: tu sei nato, tu sei nata da un'altra
pancia. Quindi le due mamme: una di nascita,
di pancia, che ti ha tenuto dentro, ti ha fatto
nascere e ti ha donato a me. L'altra, di cuore,
che sono io, che ti ha tenuto dentro, ti ha incontrata
e che ti aiuta a crescere. L'autrice si fa aiutare
dalle belle illustrazioni di Cinzia Ghigliano,
disegnatrice di fumetti, che accompagnano il
breve racconto incentrato sulle domande di Sheffali
alla mamma Cristina. E le domande che fanno i
figli adottivi iniziano e non finiscono mai:
spesso non sono così dirette come quelle
del libro e il più delle volte capitano
improvvise e non preventivate. Capita anche che
non bastino spiegazioni dolci e assennate come
la mamma Cristina del libro. Ed è anche
facile che, in anni di conflitti adolescenziali,
venga amata di più la mamma di pancia
che la mamma di cuore. A questo proposito consiglio
di leggere attentamente le ultime due pagine
del libro, dirette ai genitori. Cito quindi una
frase che, a mio parere, vuole condensare il
breve racconto illustrato:" ....ogni bambino
adottato ha bisogno di scoprire che la sua storia
ha un senso.... si è trattato di un
percorso continuo nell'amore, da una mamma
di pancia ad
una mamma di cuore. "
A CHI LO CONSIGLIAMO: agli aspiranti genitori
adottivi, per iniziare a prendere contatto
con le mille e una domande che i bambini fanno.
E,
naturalmente, a chi ha già adottato,
per leggerlo insieme al proprio figlio e adattarlo
alla sua personale storia. Anche ai nonni e
alle
insegnanti, per comprendere meglio la storia
di chi, l'adozione, l'ha vissuta sulla propria
pelle e si domanda il perchè.
COME INIZIA: "E' una bella giornata
di sole, di quelle lunghe e calde giornate
che ci
sono d'estate. E Sheffali l'ha passata al mare,
con la sua mamma. D'estate, le vacanze al campeggio
sul mare sono proprio divertenti.... "
TITOLO: LA FAMIGLIA
ADOTTIVA. COME ACCOMPAGNARLA E SOSTENERLA AUTORE: MARCO CHISTOLINI
EDIZIONE: FRANCO ANGELI (2010, pagg. 246)
Questo
lavoro di Marco Chistolini, psicologo
e psicoterapeuta familiare, nonchè Responsabile
Scientifico del CIAI, si compone
schematicamente di due parti.
La prima parte prende in esame le tematiche
di fondo dell’adozione. Essa
inizia con un argomento originale,
solitamente trascurato nella letteratura:
la ricaduta sulla famiglia adottiva
dell'immagine che di essa hanno i servizi
sociali e il contesto culturale, tra
contraddizioni, profezie che si autoavverano,
falsi miti e distorsioni statistiche.
La visione dell’autore, lungi
da un semplicistico ottimismo, cerca
di trasmettere come sia importante
credere nelle potenzialità di
cambiamento delle persone e nel potere
trasformativo delle relazioni; essa
si allontana dalla tradizionale ottica
riparativa per proporne una trasformativa,
in cui l’esperienza adottiva
viene de-patologizzata.
Vengono
esaminati in modo chiaro e sistematico
da un lato i diversi fattori di rischio
a cui è sottoposto il bambino
adottivo e le risorse unitamente
all’effetto correttivo delle
nuove relazioni dall’altro.
Si passa quindi a un’analisi
delle adozioni con bisogni speciali
e particolari, sottolineando il cambiamento
della realtà dei bambini adottabili
ed esaminando l’influenza delle
diverse variabili che definiscono
il caso come special need in modo
approfondito e sfaccettato, mai riduttivo
e con frequenti rimandi alla letteratura
in materia. Un altro tema che viene
toccato è quello del confronto
con le proprie origini, visto come
un’esigenza fondamentale per
ogni bambino adottivo ai fini di
un’adeguata crescita psicologica.
La complessa realtà dell’abbandono,
evento doloroso che colpisce l’immagine
di sè, viene affrontata tramite
le dimensioni del sapere e del capire;
si cerca di rispondere a non facili
domande come “che cosa è opportuno
che il figlio sappia della sua storia
precedente all’adozione?”, “come
fornire al figlio un’adeguata
chiave interpretativa del suo abbandono?”.
Poichè l’abbandono è SEMPRE
un evento ingiusto che danneggia
il bambino, l’autore non condivide
la tesi, forse un po’ buonista
e politically correct, secondo la
quale sarebbe opportuno fornire un’immagine
positiva dei genitori biologici:
il loro infatti è stato un
comportamento sbagliato, seppure
dettato da incapacità e non
da volontà di causare il male.
Di grande utilità è l’approfondimento,
spesso altrove trascurato, sulle
forme che la costruzione di questi
significati potrà assumere
nella quotidianità (fiabe
etc). Si tocca la dimensione relativa
alla diversità etnica, che
nella letteratura italiana viene
spesso interpretata come fattore
di rischio nonostante i dati delle
ricerche sembrino smentire questa
tesi. L’autore esamina infine
le diverse variabili che contribuiscono
alla costruzione dell’identità etnica
e suggerisce le modalità adatte
ad accompagnare la famiglia adottiva
in questo percorso fornendo preziosi
suggerimenti corredati da esempi
pratici.
La seconda parte è dedicata
agli strumenti e ai metodi di lavoro
nel post-adozione: essa è rivolta
principalmente agli operatori. Pur
guardando con fiducia all’adozione,
Chistolini individua nel lavoro delle
istituzioni uno dei fattori protettivi
per una buona riuscita. Non sposa quindi
la tesi secondo la quale per i primi
tempi è meglio lasciare la famiglia
adottiva tranquilla e intervenire solo
dietro specifica richiesta, constatando
che putroppo invece in molte zona d’Italia
le famiglie vengono lasciate sole.
Viene indicato un modello di lavoro
per gli operatori che suggerisce come
declinare la relazione con la famiglia
tra vigilanza e sostegno e come effettuare
la valutazione del funzionamento della
famiglia. L’autore mette in guardia
contro una logica di intervento troppo
indifferenziata e tardiva. Vengono
presi in esame finalità, contenuti
e formati del Gruppo di sostegno per
genitori adottivi, una delle realtà più diffuse
ed efficaci, insieme ai Gruppi rivolti
ai figli adottivi. Si parla poi del
lavoro con gli adolescenti adottivi
considerando specificità e compiti
dell’adolescenza adottiva e dell’intervento
nelle situazioni di difficoltà spiegando
casistiche e chiavi di lettura. Come
sempre si rivela molto utile l’esemplificazione
di alcune situazioni tratte dall’esperienza
clinica dell’autore. L’importanza
del sentimento di legittimità dei
genitori nei confronti del proprio
ruolo viene particolarmente evidenziata.
Infine viene considerato l’intervento
sulle difficoltà di apprendimento,
dettagliatamente declinate. Chistolini
non manca di rilavare la difficile
situazione in cui versa la scuola italiana:
mancano flessibilità e risorse
da destinare ai soggetti con esigenze
particolari. Per concludere, l’opera
riassume le tappe dello sviluppo psico-motorio,
descrive i disturbi dell’apprendimento
e definisce linee d’intervento
ad essi adeguati.
A CHI LO CONSIGLIAMO: L’opera
si pone esplicitamente come un manuale
al servizio dell’operatore sociale;
seppure effettivamente la seconda parte
del libro sia piuttosto tecnica, la
prima parte potrà essere invece
utilmente fruita da tutti coloro che
desiderino approfondire le tematiche
fondamentali dell’adozione dal
punto di vista psicologico.
COME INIZIA: “Maria, adottata
in India quando aveva sei anni, è ora
una donna adulta che si è laureata,
lavora regolarmente, è felicemente
sposata e madre di due bellissimi bambini.
Parla volentieri della sua storia di
figlia adottiva..."
TITOLO: LA FERITA PRIMARIA,
comprendere il bambino adottato AUTORE: NANCY NEWTON
VERRIER
EDIZIONE: IL SAGGIATORE (2007, pagg. 283)
Nancy
Newton Verrier è una psicoterapeuta
californiana: il contesto in cui
si colloca questo saggio è quindi
quello degli USA, dove la pratica
adottiva ha ormai una storia piuttosto
lunga e interessa una parte rilevante
della popolazione. L'analisi trae
origine dalle domende che l'autrice
si pone sull'esperienza della figlia,
portatrice di alcune forme di sofferenza
benchè adottata alla nascita.
Il libro è basato su interviste
a persone adottate e sull'esperienza
come terapista. La prima parte indaga
la natura di quella che la Verrier
definisce ferita primaria: questa
ferita è fisica, emotiva,
psicologica e spirituale ed è causata
dalla separazione del bambino dalla
madre biologica, pur non coscientemente
ricordata e indipendentemente dall'adeguatezza
del comportamento della madre stessa.
Alcune problematiche degli adottati
sono riscontrabili anche in bambini
separati dalla madre per altri motivi.
La base concettuale è fornita
da tutte quelle teorie che vedono
il neonato quale soggetto competente
in grado di ricordare il parto e
riconoscere la madre dai primi istanti
di vita (Chamberlein, Bowlby, Winnicott).
Fondamento delle argomentazioni sono
le affermazioni degli adottivi intervistati
che descrivono alcuni vissuti come "angoscia
senza nome", "buco", "vuoto", "sentirsi
estranei e non compresi nella propria
famiglia"; l'autrice tralascia
a questo proposito di considerare
che analogo malessere può essere
manifestato anche da coloro che sono
cresciuti nella famiglia biologica:
nella ricrca non viene menzionato
alcun gruppo di controllo. Ciò che
il bambino ha perduto sono la sicurezza
e la serenità date dall'essere
tutt'uno con la persona che l'ha
generato: la ferita si manifesta
con senso di perdita, sfiducia di
base, ansia, depressione, problemi
emotivi e comportamentali e difficoltà nelle
relazioni significative. La nascita
fisica non coincide con quella psicologica
dato che nei primi mesi il neonato
si trova in uno stato fusionale con
le madre; la rottura del legame porta
a uno sviluppo precoce del Sè,
il quale, pur essendo funzionale
alla sopravvivenza nel mondo ostile,
interferisce in seguito con l'instaurazione
dei nuovi legami di attaccamento
inducendo il soggetto a nutrire sfiducia
verso le relazioni. Può crearsi
anche un falso Sè: in tal
caso il bambino si presenterà accondiscendente
e compiacente. L'abbandono è sinonimo
di lutto e depressione: il senso
di rifiuto e la paura della perdita
adombreranno sempre le successive
relazioni. Non vengono tuttavia proposti
i substrati biologici e funzionali
di questo meccanismo dato che si
ragiona in termini esclusivamente
psicodinamici. La seconda parte è dedicata
alle manifestazioni della ferita
primaria: ambivalenza nei confronti
della madre adottiva vista come potenzialmente
abbandonica, scissione, proiezioni
negative o al contrario estrema compiacenza
e tensione alla perfezione, distacco
emotivo per paura del reiterarsi
della ferita, disturbi da stress
post-traumatico, anestesia degli
affetti, comportamenti di furto e
accumulo, ricerca del controllo assoluto
delle situazioni. Nel contesto in
cui scrive l'autrice, l'esperienza
dell'abbandono è spesso oggetto
di negazione a livello culturale
e sottovalutata dagli stessi operatori
socio-sanitari: è possibile
ipotizzare che proprio tale ostracismo,
e la conseguente impreparazione dei
genitori adottivi, contribuisca a
spiegare la gravità delle
manifestazioni delineate; a mio avviso
quest'analisi è difficilmente
trasportabile nel contesto italiano
attuale, dove la formazione su questi
temi è senz'altro presente.
La terza parte tratta il processo
di guarigione, basato sul riconoscimento
e sull'elaborazione della perdita
che riguarda tutti i membri della
triade adottiva. Alcune considerazioni
(open adoption, preparazione dei
genitori adottivi, sfruttamento della
madre di nascita) sono poco applicabili
al contesto italiano. Seguono due
capitoli specifici: consigli rivolti
ai genitori che adottano un neonato
(contatto fisico, parlare dell'adozione,
creatività e gioco, riconoscimento
delle differenze, disciplina) e consigli
pensati per coppie che accolgono
bambini grandicelli (contatto fisico,
paura del legame, regressione, difficoltà scolastiche),
con preziosi suggerimenti pratici
e regole fondamentali. L'ultima parte
si occupa dei ricongiungimenti: secondo
l'autrice, la ricerca della madre
biologica è assolutamente
essenziale, salutare e nel migliore
interesse dell'intera famiglia adottiva
perchè racchiude un potenziale
di guarigione. Si cercano di capire
le motivazioni che hanno portato
la madre di nascia al gesto dell'abbandono
e si parla a tal proposito di doppia
perdita. Questo è forse il
punto del libro che maggiormente
stride con il contesto attuale italiano;
non dimentichiamo poi che proprio
l'adottato alla nascita ha maggior
spazio di idealizzazione dei genitori
biologici (vedi tesi del dott. Augurio).
Vengono offerti infine alcuni spunti
di riflessione che consentono all'adottato
di rielaborare i propri sentimenti
in un'ottica di auto-guarigione.
Nelle conclusioni vengono forniti
ulteriori esempi di ferita primaria:
bambini posti in incubatrice nei
primi giorni dopo la nascita, figli
di divorziati o di genitori disfunzionali,
bambini che sono stati accuditi prevalentemente
da tate ed educatrici: l'autrice
prospetta conseguenze sociali a lungo
termine per la generazione che ha
frequentato gli asili nido critiando
nemmeno troppo implicitamente le
madri che non rinunciano ad un lavoro
a tempo pieno fuori casa. Vengono
altresì toccate questioni
moralmente impegnative quali la maternità surrogata,
l'aborto, la sindrome feto-alcolica
etc.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti coloro
che si stanno preparando all'adozione,
per maturare una maggiore consapevolezza
del proprio ruolo; ai genitori adottivi,
per avvicinarsi al dolore dei figli;
agli operatori, per un confronto critico
di prospettive.
COME INIZIA: “Dimenticare
e far dimenticare. Sembrano essere
questi gli imperativi categorici dell’adozione,
nella nostra cultura come in altre.
Sia all’interno della famiglia
adottiva o allargata, sia nella società,
si tende a rimuovere e a far rimuovere
tutto ciò che possa ricordare ‘la
storia diversa’ e specifica dell’adottato”.
TITOLO:
MAMMA E PAPA'
AUTORE: E. BUSSOLATI - A. CURTI
EDIZIONE: LA COCCINELLA (2001, pagg. 11)
Un piccolo libro illustrato cartonato che parte
dall'origine di ogni essere vivente sulla terra
per spiegare la nascita dell'essere umano e
la sua discendenza. Evidenzia poi come la genitorialità non
sia solo specifica della maternità o della
paternità ma che esuli da ciò e
che risulti essere l'amare e prendersi cura
di un bimbo a prescindere che quest'ultimo
sia nato
dalle stesse persone o da altre.
A CHI LO CONSIGLIAMO: ai bambini dai tre anni
in su con i quali si voglia affrontare in maniera
molto semplice il discorso delle origini.
COME INIZIA: " Qualsiasi essere vivente
nasce da un incontro . Il polline di un fiore
incontra gli stami di un altro fiore , il seme
di un albero incontra la terra..."
TITOLO:
NATO DA UN AQUILONE BIANCO
AUTORE: ROSANGELA PERCOCO
EDITORE: TEA (1995, pagg.134)
L'intenso racconto di una nuova vita che ha coinvolto una famiglia e l'ha
proiettata in una nuova dimensione d'amore verso un figlio arrivato all'improvviso.
E' un testo semplice, scritto in maniera chiara e di facile lettura; ma
nel contempo questo libro offre mille spunti per approfondire le tematiche
che affronta. Ogni piccolo capitolo svela la storia di Emanuele, un bambino
adottato in tenera età da una famiglia dove era già presente
una figlia. I problemi che si presentano nella crescita di questo bambino
testimoniano i danni creati da un abbandono traumatico che lo portano a
sviluppare una forma di chiusura verso la vita. Ogni tappa che per molti
può risultare scontata ( il pianto, il potersi esprimere, il nutrirsi)
diventa nel tempo un ostacolo difficile da affrontare. L'amore e le cure
avute dai familiari e le risorse dello stesso bambino, gli hanno permesso
di progredire nel tempo e di rinascere nuovamente. L'autrice del libro è la
madre di Emanuele che, simbolicamente una notte lo ha tenuto rannicchiato
sulla sua pancia, sotto la camicia da notte, per farlo sentire ancora più protetto;
quella camicia diventa il suo aquilone bianco, che gli permette di volare
ed aprirsi alla vita.
A CHI LO CONSIGLIAMO: alle coppie che stanno per adottare, perchè possano
trarre dalla lettura di questo libro una consapevolezza maggiore che le
problematiche che si possono presentare nella crescita di un bambino possono
essere affrontate con determinazione e coraggio se dietro ad esse esiste
affetto e amore per il proprio figlio.
COME INIZIA: "Sei nato la prima volta il primo novembre 1986, un giorno
che io non pensavo a te. Stavo festeggiando la festa di Ognissanti, l'onomastico
di tutti, senza sapere che di lì a pochi mesi sarebbe diventato
il giorno del tuo compleanno...."
TITOLO:
NEI PAESI DELL’ADOZIONE
Le adozioni
internazionali tra ragioni storiche e racconti
del cuore
AUTORE: RENATA EMMA IANIGRO
EDIZIONE: MAMMEONLINE (2007, pagg. 300)
Il
libro si compone di una serie di schede relative
ai paesi più rilevanti
per l’adozione internazionale in
Italia. Ciascuna scheda contiene l’inquadramento
storico e culturale di ogni paese, informazioni
sull’andamento delle adozioni internazionali
nello stesso, notizie sulle condizioni
dell’infanzia abbandonata e sulle
principali cause d’abbandono oltre
all’elenco degli enti che in esso
vi operano.
Il libro si arricchisce anche di una serie
di racconti di viaggio scritti da famiglie
che in quel paese hanno adottato. Racconti
veri che non si limitano ad un freddo resoconto,
ma portano con sé tutte le emozioni,
gli stati d’animo e i sentimenti che
hanno segnato l’incontro con i propri
figli.
Il libro, che vorrebbe essere soprattutto
uno strumento per le coppie che si preparano
a saperne di più sul paese di provenienza
di loro figlio e quindi sulle sue origini
e sulla sua identità etnica e culturale,
va ben oltre la dimensione di “guida
informativa” per trasmettere pienamente
il senso di un’esperienza così importante
e speciale quale l’adozione di un bambino.
In ogni racconto, infatti, si coglie quel
filo invisibile, il legame indissolubile,
che unisce una famiglia adottiva internazionale
con il paese di provenienza del proprio figlio.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutte le coppie
che si avvicinano all’adozione internazionale
e anche a quelle che hanno già adottato.
Il libro è anche un valido strumento
per gli insegnanti.
COME INIZIA: (dall’introduzione di
Marco Scarpati) Un percorso di chilometri,
di anni, di sapori e di odori – Adottare
un bambino (anzi un figlio! non si adotta
un estraneo) è una delle azioni più strane
e più semplici che ci possano capitare
nella vita. ... Ci sono libri da leggere
e altri da guardare. Alcuni da sbranare in
pochi minuti, che ti tengono saldamente legato
alla trama ed alla fine tu stesso ne divieni
parte. Questo libro non è da leggere
dall’inizio alla fine o da seguirne
la trama. E’ da usare, e quindi non
da leggere o da seguire come una bibbia:
va corretto ed aggiornato continuamente,
continuamente ritoccato. Ma questo dovrete
farlo voi, facendovi aiutare da vostro figlio.
TITOLO:
OGGI A SCUOLA E’ ARRIVATO UN NUOVO
AMICO
AUTORE: ANNA GUERRIERI E MARIA LINDA ODORISIO
EDIZIONE: ARMANDO EDITORE (2003, pagg. 120)
Il sottotitolo indica: adozione internazionale
e inserimento scolastico.
A dire il vero, in questo libro non si parla
solo di adozione internazionale bensì di
figli adottivi e del loro inserimento in ambito
scolastico. Quindi un libro, all’apparenza
di breve lettura, che affronta in maniera veramente
pratica l’argomento scuola visto dalla
parte dei bambini provenienti da un’adozione.
Ogni capitolo è suddiviso in brevi paragrafi
che ben analizzano le eventuali problematiche
che si possono incontrare durante l’inserimento
scolastico; dal racconto delle proprie origini
familiari ai diversi tipi di comportamento
che un bambino può tenere in classe,
solitamente dovuti ad un grosso disagio interno
da lui percepito ma che, magari, non è in
grado di esplicare. L’argomento riguardante
il colore della pelle viene trattato a parte,
sottolineando come, una didattica mirata verso
l’interculturalità non sempre
sia adatta ai figli adottivi, bambini sì provenienti
da un altro Paese e da un'altra cultura ma
divenuti a tutti gli effetti bambini italiani
inseriti in una famiglia italiana. Ognuno di
questi capitoli è ben corredato da un
elenco di libri o di materiale audiovisivo
utile come strumento didattico, funzionale
al discorso che in quel momento si sta affrontando
in classe. L’ultima parte lascia spazio
alle esperienze dirette, raccontate in prima
persona dalle maestre, dai genitori e dai figli
adottivi. Non è sempre detto che l’inserimento
scolastico di un bambino proveniente da un
altro paese, le cui difficoltà legate
alla diversità di lingua e al pesante
vissuto pregresso sono evidenti, sia necessariamente
negativo; anzi, l’impegno del bambino
e della famiglia legati ad un’effettiva
collaborazione con gli insegnanti possono dare
dei notevoli risultati in ambito scolastico
ed avere sicuramente delle buone ripercussioni
sull’andamento familiare e sulla strutturazione
dell’autostima del bambino. Particolarmente
toccante è la storia di Maliwan; ciò che
racconta la madre e, soprattutto le sue considerazioni,
sfiorano i temi fondamentali che governano
l’essere umano, dal rispetto della diversità all’apertura
verso l’altro che solamente può arricchire
noi stessi. Chiudono il libro alcuni disegni
fatti dai bambini che raccontano il loro viaggio
e la loro rinascita nel cuore della loro nuova
famiglia.
A CHI LO CONSIGLIAMO: Sicuramente ai genitori
adottivi che stanno o dovranno affrontare l’ambiente
scolastico o che si trovano in difficoltà.
E’ un libro pieno di ottimi spunti; consiglierei
veramente di regalarlo agli insegnanti dei
propri figli, consigliando loro di leggerlo
con calma e di estrapolare qualcuna della numerose
idee che lo contraddistinguono. Io l’ho
fatto, l’ho regalato alla maestra di
mia figlia, sapendo che è una persona
sensibile e motivata. Fatelo anche voi e inizierete
una buona collaborazione tra la vostra famiglia
e la scuola di vostro figlio.
COME INIZIA: “Siamo due madri adottive,
abbiamo incontrato i nostri figli attraverso
l’adozione internazionale e con questo
breve testo ci rivolgiamo alle insegnanti della
scuola materna ed elementare. A ben pensarci
siamo due madri e basta… “
TITOLO: PICCOLO LIBRO DELLA PACE
EDIZIONE: PIEMME JUNIOR (2001, pagg.43)
Questo è uno dei numerosi piccoli tascabili
del famoso Geronimo Stilton, che dirige
una casa editrice che pubblica libri per bambini
di ogni genere. L'argomento trattato in questo è di
grande attualità, la pace nel mondo,
e Geronimo coglie l'occasione per spiegare
a suo
nipote come alla fine, in qualsiasi paese ci
si trovi sulla terra, è lo stesso cielo
e sono le stesse stelle a brillare su tutti.
E che la pace c'è quando si trova nel
proprio cuore l'amore per gli altri. Conclude
il manuale il gioco delle bandiere del mondo.
A CHI LO CONSIGLIAMO: di facile lettura e simpaticamente
illustrato, a tutti i bambini che domandano
cos'è la pace e a tutti gli adulti che devono dare
una risposta a questa domanda.
COME INIZIA: "Cari genitori, qualche giorno
fa il mio nipotino Benjamin, tornando da scuola,
mi ha chiesto di spiegargli perché non
tutti i popoli vivono in pace...."
Breve ma intenso,questo testo sottolinea, attraverso le esperienze di alcuni
genitori adottivi, l’importanza della “narrazione” della
storia adottiva come racconto progressivo e continuo e non come rivelazione
improvvisa e traumatica. Numerosi e preziosi sono gli spunti utili a noi
genitori per ragionare sul tipo di relazione che intendiamo intrecciare
con i nostri figli: “…Il ruolo del genitore,sia biologico,sia
adottivo,è quello di permettere al figlio di accedere alla sua storia
in modo di “avere memoria “di sé, dei luoghi in cui è vissuto,di
quello che ha fatto e costruito…”,per aiutarlo a riconciliarsi
con il passato, vivere serenamente nel presente e progettare fiducioso
il futuro.
Da leggere,rileggere e tenere sempre a portata di mano, è corredato
anche di una breve storia da raccontare ai bambini, personalizzandola
a seconda della propria esperienza.
Il
libro, scritto da una dirigente scolastica
nonché cultore di Pedagogia all'Università di
Torino e da due insegnanti elementari, è diviso
in tre parti ben distinte.
La prima tratta di vari argomenti quali ad esempio il minore adottato o in affido
all'interno della realtà scolastica piuttosto che i nuovi modelli di famiglia
venutisi a creare in questi ultimi anni.
La seconda parte è articolata in otto unità didattiche che, attraverso
racconti, questionari o visione di film, sviluppano un percorso di acquisizione
e comprensione da parte degli alunni del dato più caratterizzante dell'adozione
cioè della creazione di un rapporto di amore e di dedizione totale e di
una piena accettazione, da ambo le parti, di "ciò che si è" . La
terza parte, oltre ad accennare alla legge 184 del 4 maggio 1983 (il libro è stato
scritto nel 1991, precedentemente alla Convenzione dell'Aja e successive modifiche)
tratta sia dei danni individuali e sociali del ricovero in istituto che il che
cosa voglia dire essere genitori.
A
CHI LO CONSIGLIAMO: a chi intende
intraprendere, genitore o insegnante
che sia, un cammino
molto istruttivo riguardo l'adozione e l'acquisizione
di diverse
metodiche su come sottoporre ai bambini in età scolare le problematiche
legate al discorso adottivo usando il loro linguaggio e le loro capacità di
ragionamento.
COME INIZIA: "La scuola di ogni ordine
e grado può e deve dare un
contributo importante per la piena attuazione della Legge che disciplina l'adozione
e l'affidamento familiare. Si tratta di una buona legge, che non deve essere
stravolta sull'onda dell'emotività sollevata da alcuni casi di cronaca
..."
TITOLO: SONO VENUTI
A PRENDERMI LA VITA. Storia di un’adozione
AUTORE: BARBARA MONESTIER
EDIZIONE: PIEMME ( 2007, pagg. 187 )
L’ho
letto tutto d’un fiato. Non
solo perché avvincente e semplice
nel linguaggio ma soprattutto perché desideravo
sapere, al più presto, come
sarebbe andata a finire questa storia
di un’adozione molto difficile
raccontata dalla protagonista:
Barbara
Reyes, adottata a quattro anni e
mezzo in Cile, lasciata dalla madre
biologica a poche settimane dalla nascita
e cresciuta in una casa famiglia in
una bidonville vicino a Santiago.
Legata
alla sua famiglia affidataria e agli
altri bambini, Barbara era felice: “…anche
se non mangiavamo ogni volta che avevamo
fame … vivevamo in una famiglia
normale … mai ci avevano parlato
di adozione …
Non sapevamo che
un giorno sarebbero arrivate delle
persone a portarci via da casa nostra
per adottarci… sapevo che partivo
per una nuova vita, ma io non la volevo,
una nuova vita. Amavo la mia …”
La
sua nuova vita in Francia con i suoi
genitori adottivi, Barbara la racconta
con parole semplici ma di risentimento
verso quelle “brave persone” di
cui non si è mai sentita veramente
figlia e che non perdevano l’occasione
per rinfacciarle quanto dovesse considerarsi
fortunata e quanto, invece, fosse “cattiva” e
con il passare del tempo anche pericolosa: “…quella
corazza di bambina detestabile mi
permetteva di difendermi…ma
quella corazza era anche una prigione
in cui mi rinchiudevo da sola, inesorabilmente… “.
Un rapporto molto difficile con la
madre adottiva e poi anche con la sorella
arrivata molto piccola con una seconda
adozione quando Barbara aveva ancora
troppo bisogno di attenzioni e di affetto.
A ventisette anni Barbara è una
donna provata (ha tentato il suicidio
e ha provato anche il ricovero in centri
di cura psichiatrica), ma non finita.
L’età adulta le fa vedere
le cose da un altro punto di vista
e l’incontro con la madre biologica,
condiviso dai genitori adottivi, le
permette di voltare definitivamente
pagina e di recuperare un rapporto
non ancora perduto: “…la
mia famiglia è qui … adesso
abbiamo voltato pagina …”
Che fatica!
Storia a lieto fine?
Decidetelo voi … Buona lettura!
COME
INIZIA:
“
Io me llamo Barbara Reyes”.
L’avevo lanciata come una sfida,
dall’alto dei miei quattro
anni e mezzo.
TITOLO: STORIA DI PAQUITO
- Nascita di una madre
AUTORE: MARIATERESA ZATTONI GILLINI
EDITORE: QUERINIANA (1991, pagg. 157)
E'
indicativo come il sottotitolo, in
questo caso " nascita di una
madre ", quasi risulti essere
più adeguato del titolo stesso.
Mi spiego. In questo bel libro, scritto
dalla nota pedagogista Zattoni, viene
illustrato il percorso compiuto per
fare incontrare una madre con il
proprio figlio adottivo. L'incontro
fisico c'era già stato due
anni prima: la coppia era andata
in Perù a prendere il piccolo
Paquito di tre anni e mezzo. Ma l'incontro
mentale ed affettivo faticava a realizzarsi
nel cuore di questa madre che non
riusciva ad entrare in contatto con
il figlio da lei definito vivacissimo,
irrequieto e disobbediente. Sin dal
primo incontro l'autrice del libro,
contattata dai coniugi per tentare
di risolvere i problemi che si presentavano,
notava come la questione posta scaricasse
la totale responsabilità sul
bambino e non che la difficoltà risiedesse
nell'errata impostazione di rapporto
nei suoi confronti. Quindi il lavoro
primario è stato compiuto
sui genitori, in particolare sulla
madre, affinchè riuscisse
a relazionarsi con suo figlio e a
comprendere meglio certi atteggiamenti.
I notevoli progressi da entrambe
le parti hanno permesso sia alla
madre che al bambino di acquistare
fiducia in sé stessi e di
costruire un rapporto basato sull'amore
e sul rispetto delle singole potenzialità.
E' veramente un bel libro che si
legge tutto in un fiato, scritto
in maniera semplice e che nello stesso
tempo induce riflessioni profonde.
Spiace solo che finisca lasciando
un dubbio nel lettore. Infatti dal
primo colloquio con la coppia sono
passati ben 14 anni: ormai il piccolo
Paquito dovrebbe avere già superato
la maggiore età. Il libro
termina con un bellissimo messaggio
di speranza per una crescita serena:
ci piacerebbe sapere se, a distanza
di così tanti anni, questa
non sia rimasta solo una speranza
ma sia divenuta una meravigliosa
realtà.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutte le
coppie che stanno iniziando il cammino
dell'adozione per cercare di comprendere
meglio alcune problematiche che possono
evidenziarsi
in certi bambini che hanno avuto un vissuto di sofferenza. Inoltre alle
coppie che hanno adottato e che possono
riconoscere, nell'impostazione del
rapporto
della madre con Paquito, eventuali errori commessi in analoghe situazioni
con il proprio figlio. Ma ad entrambi lo consigliamo per il messaggio
di positiva speranza che traspare
durante la lettura.
COME INIZIA: "Eccoli, i tre soggetti
del dramma, qui nel mio studio. Lui alto,
disinvolto, sicuro di sè; ha le
braccia straordinariamente lunghe e due
mani potenti; il modo di porgere è amichevole,
suscita simpatia, eppure è in
qualche modo sfuggente ..."
Diverse storie si intrecciano in questo libro
che fa sentire la voce dei protagonisti dell'adozione,
i figli.
Ormai adulti riescono a trasmettere, attraverso
le loro considerazioni, emozioni riguardanti
vari aspetti dell'adozione dal loro punto di
vista, l'esperienza di chi ha subìto un
abbandono e ha dovuto ricreare in sé il
clima di fiducia e di amore che aveva perduto.
Apre il libro un'intensa introduzione di Giulia
De Marco, Presidente del Tribunale per i minorenni
di Torino, che aggiunge il pensiero di un giudice,
figura che ha la responsabilità dell'abbinamento
della famiglia con il bambino. Ciò che
segue, il racconto dei figli adottivi, conferma
sicuramente le certezze della De Marco riguardo
la genitorialità, cioè che non
basta procreare un figlio per amarlo. L'alternanza
dei racconti permette di fare un quadro abbastanza
preciso delle diverse sfumature che accompagnano
un'adozione. Si va dall'adozione di neonati a
quella di bambini grandicelli, di bambini disabili
e bambini di nazionalità diversa. Ed ogni
storia appare subito diversa dall'altra per le
modalità di inizio e di sviluppo, ma ogni
storia porta in comune la sofferenza dell'abbandono
e le aspettative nei confronti della nuova famiglia.
Per alcuni il trauma dell'abbandono non è mai
stato completamente risolto, per altri la vita è iniziata
con l'adozione. Ogni esperienza è commentata
dagli autori che dividono così le problematiche
in diversi capitoli, riuscendo a soffermarsi
sui vari aspetti dell'adozione in maniera esauriente
senza perdere di vista l'ottica nella quale si
vede il problema, cioè quella del figlio.
Conclude il libro la postfazione di Elena Allegri,
psicologa e psicoterapeuta, che riassume i vari
elementi che sono scaturiti dai racconti in due
parti: una dedicata ai genitori che vengono invitati
ad essere affettuosi, decisi, fiduciosi e ad
avere sempre un dialogo aperto con i propri figli
e una agli operatori, che devono diventare più recettivi
nei confronti delle richieste di aiuto dei
bambini.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti, ai genitori e
agli operatori e agli stessi figli adottivi,
per la chiarezza con la quale vengono descritti
percorsi di vita. Anche se non tutti i racconti
portano ad una felice conclusione, dalla lettura
di questo libro trapela comunque visibilmente
l'emozione di chi l'adozione l'ha vissuta sulla
propria pelle.
COME INIZIA: "Come e quando informare
il proprio figlio della sua adozione è uno
dei problemi più dibattuti e di fondamentale
importanza per l'accettazione stessa della
famiglia da parte del bambino ..."
TITOLO: STORIE DI PADRI ADOTTIVI
AUTORE: AUTORI VARI
EDIZIONE: ANCORA (2000, pagg. 119)
Dopo una breve prefazione di una psicologa di
un servizio sociale di Roma, il libro viene introdotto
da un padre adottivo che spiega le motivazioni
di questa scelta editoriale alla luce di incontri
di gruppo per coppie adottive tenuti presso i
servizi sociali della XII circoscrizione di Roma.
Infatti il libro è diviso in 2 parti
ben distinte. Nella prima vengono illustrate
7 esperienze
adottive vissute nell'ottica paterna che evidenziano
una differenziazione dei casi a seconda che
siano adozioni internazionali o nazionali,
sia nelle
procedure adottive che nelle motivazioni iniziali
di coppia. Ogni padre racconta infatti l'approccio
all'adozione in maniera molto personale, differenziandosi
da quello della moglie e quindi completandolo.
La seconda parte analizza, da parte di due
psicologhe, la figura paterna, la sua importanza
e, in particolare
quella del padre adottivo con tutte le problematiche
legate a questo ruolo, dalla elaborazione della
mancata paternità naturale al riconoscimento
e l'accettazione della diversità del
figlio. Chiude il libro la Legge n.476 del
31 dicembre
1998.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti gli aspiranti
padri adottivi che cercano qualche risposta
particolare
ad eventuali dubbi che li possono assalire
durante il percorso adottivo. Ciò che risulta
essere interessante è quindi il punto
di vista paterno, solitamente meno messo in evidenza
rispetto quello materno, più preponderante
a causa della mancata gravidanza.
COME INIZIA: (dalla prefazione) "Si
diceva che i padri fossero una realtà biologica
e una casualità sociale, descritti
come persone estranee alla cura dei bambini,
mai
intenti a cambiare loro un pannolino e a
scaldare la pappa, ma propensi a delegare
alla moglie
quasi tutta la responsabilità della
cura e dell'allevamento dei figli ..."
TITOLO:
TI RACCONTO L'ADOZIONE
AUTORE: MARIA FRANCESCA NETTO - PUCCI VIOLI
EDIZIONE: UTET (1995, pagg. 48)
Un bel libro illustrato a fumetti che racconta
in maniera semplice l'adozione di Chiara in
una famiglia dov'è già presente
un bambino, Daniele. Man mano nascono in Chiara
domande
inerenti la sua adozione, da parte dei suoi
genitori vengono
date delle risposte semplici ma molto mirate
a far comprendere alla bambina come la sua
adozione sia stata da parte di tutto il nucleo
familiare
una scelta d'amore. Il libro tratta anche dell'adozione
internazionale e tocca i vari aspetti della
vita quotidiana dove la bambina affronta il
discorso
adottivo, compreso l'ambito scolastico. Al
termine della storia ci sono 4 pagine dove
ogni bambino
può incollare la sua foto, la foto della
sua famiglia o scrivere e raccontare di se
stesso, della propria storia. Conclude una
Guida per
i genitori adottivi di bambini italiani e stranieri.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti i bambini, adottati
e non, che vogliono meglio comprendere i percorsi
fondamentali del discorso adottivo e a tutti
quei genitori che intendono avere uno strumento
in più per descrivere ai propri figli
il mondo dell'adozione.
COME INIZIA: ... (dopo la festa di compleanno
di Chiara ) " *Chiara: sono stanca.
Bella questa bambolina, vero ? *Papà: sei
contenta,
tesoro! *Daniele: sfido, con tutti i regali
che ha avuto! Ma Chiara festeggia il compleanno
anche
in Ottobre, l'anno scorso che era in prima
aveva invitato tutti i nuovi compagni di
scuola! Perché?
Non vale! *Mamma: il 15 ottobre festeggiamo
l'arrivo di Chiara nella nostra famiglia,
per tutti noi è un
anniversario molto speciale! ..."
TITOLO:
UN ANGELO VENUTO DA KATHMANDU - Incontro
con l’adozione
AUTORE: ELENA SPOSITO
EDIZIONE: ARMANDO EDITORE (2005, pagg. 117)
Mi trovo sempre in difficoltà a recensire
questa tipologia di libri.
Mi spiego. L’approccio che personalmente
uso è sempre lo stesso: cerco di non
leggere il retro della copertina per non farmi
influenzare
da ciò che sta scritto. In questo libro
attira molto il titolo; l’angelo in questione è una
bimba di origine nepalese adottata all’età di
un anno e due mesi. Chi narra di lei non è,
a differenza degli altri libri che trattano
l’argomento
adozione, il suo genitore bensì una
ragazza che segue la bambina dal suo arrivo
sino all’inserimento
nella Scuola dell’Infanzia. L’autrice
si trova a dover mettere in pratica i suoi
studi universitari in Scienze dell’Educazione
con un grosso coinvolgimento emotivo. Tutto
questo amore verso la piccola bimba traspare
e nelle
pagine scritte come fossero un diario vengono
narrate le giornate passate con lei. La prospettiva
dalla quale viene raccontato questo rapporto è inusuale.
Infatti non abbiamo il tipo di coinvolgimento
emotivo che riguarda un genitore alla scoperta
del proprio figlio; tantomeno l’analisi
magari distaccata dell’operatore sociale
che indaga nel mondo adottivo. In questo libro
ci troviamo in una situazione ibrida; c’è il
trasporto affettivo verso la bambina unito
ad un discorso analitico. L’unico punto
che non convince è proprio questo: con
il lodevole impegno di voler offrire all’utente
la doppia chiave di lettura, l’autrice
lascia incompiuti entrambi gli aspetti. Il
risultato è una
cronostoria del suo rapporto con la bambina
e delle ipotetiche future problematiche che
questa
potrebbe avere. I genitori della bambina vengono
descritti in maniera, a mio parere, un po’ troppo
ansiogena e la figura dell’educatrice
risulta a volte un po’ troppo salvifica
nei confronti della bimba. E’ sicuramente
stato un bellissimo rapporto che spero per
loro continui in un futuro;
forse il sottotitolo mi ha un attimo depistato,
facendomi presupporre una narrazione simile
a quella descritta nel libro di Zattoni-Gillini “Storia
di Paquito“. Resta invece una leggera
insoddisfazione, dettata presumo dal tipo di
scrittura usata: troppi puntini di sospensione
(ne ho contati più di cento solo nelle
prime quaranta pagine) rendono il discorso
più evanescente,
evidenziando a mio parere i limiti di questo
libro.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi opera come educatore
infantile, per avere una prospettiva dell’adozione
e qualche spunto in più di analisi da
parte di una collega che l’ha vissuta emotivamente
in prima persona.
COME INIZIA: ( dalla Premessa ) "Ciascuno
di noi conosce il proprio passato, la storia
della propria nascita, le proprie origini … I
bambini adottati spesso non hanno questa
possibilità e
quindi avvertono il bisogno del sostegno
e dell’appoggio dei genitori adottivi
che costituiscono la loro memoria storica …”
TITOLO:
UN SORRISO GRANDE COME IL MONDO AUTORE: MARIO SALA GALLINI, PAOLO D’ALTAN
E MARINA BASSI
EDIZIONE: MONDADORI (2006, pagg. 56)
Tutte storie vere. Verissime, anzi. Storie di
bambini che vivono in diverse parti del mondo
dove è ancora difficile poter essere curati
e vivere una vita migliore, come ogni bambino
dovrebbe poter fare. A cosa serve sognare di
diventare calciatore se un piedino torto te lo
impedisce? Quali prospettive di vita ti attendono
se nessuno ti può curare il labbro leporino
con il quale sei nato? Perché la tua sorellina
deve rischiare di morire quando esistono delle
medicine in grado di poterla curare tranquillamente?
A tutte queste domande cerca quotidianamente
di dare una risposta l’associazione italiana
CARE THE PEOPLE (www.carethepeople.org), un’associazione
no profit che si occupa di cooperazione internazionale
e volontariato in ambito sociosanitario. E’ stato
a merito di quest’associazione che le storie
dei bambini raccontati in questo bellissimo libro
sono riuscite ad avere un lieto fine e, alle
loro domande, è stata data una risposta
esauriente. Nelson, in Uganda, è stato
operato e ora riesce a correre e a giocare a
pallone con i suoi amici; anche Roy, in Vietnam, è stato
operato al labbro e finalmente può sorridere,
nutrirsi e fare le bolle di sapone; Maria, in
Ecuador, dopo avere rischiato la vita, è stata
curata ed ora gode di ottima salute. C’è anche
la storia di un’adozione in Sudafrica,
raccontata con molta delicatezza. Poi, la storia
di Stefan, moldavo, lasciato dalla mamma in istituto
per gravi problemi economici. Stefan aveva perso
le parole: a cosa serviva parlare se la sua mamma
non tornava a prenderlo? In istituto è stato
seguito, curato e ha potuto riabbracciare la
mamma, che finalmente era riuscita a risolvere
i propri problemi, e a tornare a casa con lei.
C’è Antonio, in Nicaragua, che va
a scuola e impara a non avere più paura
dei tuoni. Invece, Guglielmo, a scuola non ci
va; la sua vita da bambino di otto anni è tra
le immondizie della sua città, per raccogliere
qualcosa da rivendere. La storia di Guglielmo
non ha un lieto fine. O perlomeno, non ancora.
La speranza è che questa storia possa
finire bene come le altre e che Guglielmo possa
avere un futuro diverso davanti. Perché,
non dimentichiamocelo, queste storie sono vere,
anzi verissime. Sono storie di vita.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a tutti, grandi e piccoli,
genitori e non, insegnanti. E’ un libro
veramente bello, finanziato dall’associazione
onlus Mediafriends. Ogni storia è presentata
da diversi personaggi dello spettacolo mentre
il cd audio allegato contiene le storie raccontate
dalla voce di Gerry Scotti. In sottofondo, si
possono ascoltare le melodie tipiche del Paese
da cui provengono le storie.
COME INIZIA: “C’era una volta una
signora con un cappellino ferma davanti al
cancello di una scuola. Era già suonata
la campanella dell’ultima ora, e tutti
i bambini erano usciti …”
TITOLO: UNA FAMIGLIA UN PO' DIVERSA
AUTORE: ANNA GENNI MILIOTTI
EDIZIONE: POSITIVE PRESS (1999, pagg.227)
La storia di un'adozione. Anzi di due adozioni
quasi contemporanee. E' il racconto della
storia familiare di Anna Genni Miliotti,
collaboratrice
con il C.D.A.I.A. in qualità di esperta
nonché autrice di "Sai, adottiamo
un bambino" (1995), "Abbiamo adottato un
bambino" (1999)
e "Adozione: le nuove regole" (2002). In
questo
libro viene descritto l'iter adottivo prima
dell'avvento della Legge n.476 del 31/12/1998,
dove non esisteva
ancora l'obbligo del passaggio attraverso
gli Enti Autorizzati per l'adozione internazionale.
La descrizione del viaggio, avvenuto in Russia
al seguito di un avvocato e in compagnia
di
altri aspiranti genitori adottivi, non si
limita all'esperienza
adottiva ma si allarga nel raccontare vari
aspetti della terra di origine dei bambini,
di paesi
toscani meta di vacanze estive, di personaggi
che ruotano intorno alla famiglia. Il tutto
costituisce un romanzo molto piacevole e
ben scritto, che
riesce ad alternare umorismo, autoironia,
senza dimenticare l'aspetto altamente emozionale
che riguarda il percorso adottivo.
A CHI LO CONSIGLIAMO: pur tenendo conto che
le modalità per l'adozione internazionale
sono radicalmente cambiate, la lettura di questo
libro riesce bene a trasmettere le emozioni vissute
dai coniugi durante l'attesa, l'incontro e la
vita quotidiana con i propri figli. Quindi può essere
preso in considerazione dalle coppie che intendono
affrontare l'adozione internazionale di bambini
abbastanza grandicelli.
COME INIZIA: "Salve, lasciate che mi
presenti, com'è buona educazione.
Mi chiamo Anna Genni, ma va bene anche solo
Anna, e sono mamma,
ma mamma proprio no, di Valya, che è mia
figlia ma figlia proprio no, e di Dimitrj
che è mio
figlio ma figlio proprio no. Valya e Dimitrj
sono fratelli, ma fratelli proprio no. Il
loro papà e Sergio, ma papà proprio
no. Sergio e' mio marito, e su questo non
ci piove ..."
TITOLO:
UNA MAMMA DI CUORE - storia di un’adozione
AUTORE: ROSE LEWIS
EDIZIONE: MONDADORI (2000, pagg. 25)
E’ leggero come un piuma questo breve
libro, delicato nel racconto e nei disegni.
E’ la storia d’amore tra una donna
americana e quella che diventerà sua
figlia, una piccola bambina cinese. Ci sono
tutte gli aspetti fondamentali del percorso,
descritti in poche ma efficaci parole: l’attesa,
l’incontro, i primi momenti di vita insieme.
C’è tanta tenerezza e tanta gioia
in questa maternità adottiva. Mentre
in America sono permesse le adozioni alle persone
single, in Italia la legge non le consente
ancora tranne in casi veramente particolari.
Il libro rispecchia una realtà che,
allo stato attuale, non ci appartiene, in quanto
viene a mancare la figura paterna. Quindi un’attesa
e un incontro a due, non a tre, tra una figlia
e una mamma di cuore.
A CHI LO CONSIGLIAMO: alle mamme che hanno
adottato un figlio con l’adozione internazionale,
perché l’amore che prova questa
madre per la sua bambina viene ben rappresentato
dalle parole e dalle illustrazioni. E i papà?
Cercheremo qualche altro libro che parli di
adozione….in un’ottica maschile!
COME INIZIA: “C’era una volta
in Cina una bimba che stava dentro una grande
stanza insieme a tante altre bambine. Ogni
piccolina divideva la culla con un’altra,
ed erano tutte grandi amiche …“
TITOLO:
VERSO L’ADOZIONE
AUTORI: A.E. DAVINI, A. GUERRIERI, R.E. IANIGRO ( introduzione L. POLLI )
EDIZIONE: CASA EDITRICE MAMMEONLINE (2006, pagg. 186)
Prendo
in mano il dizionario e leggo: verso, preposizione.
1.Nella direzione di qualcosa o di qualcuno 2.Si usa per indicare la direzione di un sentimento: nutrire,
provare amore verso qualcuno ...
Chissà se le autrici di questo bel libro hanno inteso intitolarlo così per
dargli questi diversi significati. Penso di sì, in quanto esso racchiude
i molteplici aspetti che si affrontano durante il percorso adottivo. Nella direzione di qualcosa o di qualcuno ... di che cosa?
Di chi? …
Verso il divenire genitori, verso quel figlio già nato, nella sua direzione. Nutrire, provare amore verso qualcuno ...
Si parla di percorso,
di cammino. C’è un punto
di partenza, ci sono delle consapevolezze
da affrontare, ci sono degli ostacoli
da superare.
Sicuramente la
base deve essere il desiderio di
diventare genitori. Genitori di un
bambino che non nasce da noi ma che
vive già in noi. Questo spiega
perché andiamo verso di lui
provando amore per lui. E’ una
ricerca, è un’attesa,
ma è soprattutto un incontro.
Nella prima parte del libro tutti questi sentimenti sono ben evidenziati da
chi, queste emozioni le ha vissute in prima persona. Da chi un figlio lo ha
immaginato, da chi ha dovuto comprendere i propri limiti e le proprie debolezze,
da chi ha dovuto confrontarsi sull’età del bambino, sul suo vissuto,
sulla sua origine.
Se invece riflettiamo in merito alle problematicità burocratiche, questo
libro le affronta tutte nella seconda parte, con il vantaggio di essere molto
aggiornato in merito alle leggi. Quindi troviamo spiegata nei minimi particolari
qualsiasi procedura da effettuare, dalla domanda al tribunale al decreto di
idoneità, dal rischio giuridico per l’adozione nazionale alla
scelta dell’ente per l’adozione internazionale. Uno sguardo sulle
eventuali deduzioni fiscali, sui congedi e sulle aspettative conclude questa
parte del libro che ha inoltre il pregio di mettere a confronto le diverse
realtà che si possono trovare nei tribunali d’Italia.
Avere vissuto le diverse emozioni durante il cammino adottivo e cercare poi
di condividerle, aggiungendo delle utilissime riflessioni e cercando di dare
dei saggi consigli: questa, in sostanza, è l’essenza di questo
bel libro, scritto da due mamme adottive e un’aspirante tale. E’ un
testo pratico, che analizza concretamente i diversi aspetti dell’adozione
ma non dimentica di dispensare perle di saggezza; è proprio attingendo
da queste piccole ma profonde considerazioni che si riesce a completare il
quadro, incamminandosi verso la genitorialità, verso quel figlio che
già amiamo.
Bellissimo è l’omaggio alla memoria che viene fatto in apertura
del libro a Kiara, del gruppo Kantutita e animatrice tra gli altri del forum
di Mammeonline, la cui casa editrice ha pubblicato questo libro. E’ il
continuo e paziente amore che permette di costruire il nido ai figli che verranno.
Questo libro aiuterà sicuramente le coppie a comprendere che la costruzione
di un amore, pur passando attraverso alcune difficoltà, è come “una
ghirlanda colorata intessuta per ogni stagione”.
A CHI LO CONSIGLIAMO:
a chi deve adottare e a chi ha già adottato,
perché le considerazioni che
vengono fatte si apprezzano maggiormente
con il “senno di poi”.
COME INIZIA: (dall’introduzione
di L. Polli) “Mentre sto scrivendo
per introdurre questo libro penso
alle persone alle quali è rivolto,
e tengo il cuore in una mano e la
ragione nell’altra ...”
Un
libro molto esauriente dal punto
di vista dell'informazione riguardante
l'adozione
internazionale. A cura di Melita Cavallo,
già Giudice minorile a Napoli, Presidente
della Commissione per le Adozioni Internazionali,
il libro è suddiviso in diversi capitoli
racchiusi in quattro grosse parti, redatti
da operatori in campo di adozione internazionale
che hanno collaborato con Melita Cavallo
alla stesura del libro.
Nella prima parte denominata "I soggetti istituzionali: ruoli, compiti e
finalità" si avvale del contributo dei servizi sociali sanitari,
delle Associazioni di intermediazione e dell'Autorità centrale per analizzare
il nuovo panorama normativo e per verificare le condizioni di un corretto processo
di integrazione del bambino all'interno del contesto scolastico.
Nella seconda parte viene considerato l'aspetto psicologico per osservare le
relazioni familiari tra genitori e figli e tra fratelli di sangue e fratelli
di latte.
La
terza parte sottolinea la condizione
necessaria di cooperazione e solidarietà tra
i diversi Stati affinché la
filosofia di fondo della nuova legge
riguardante le adozioni internazionali
diventi la risposta più rispettosa
delle radici culturali e sociali
del bambino straniero.
L'ultima parte è costituita da una ricerca statistica sull'adozione internazionale
nella regione Campania, valutando la consapevolezza, i problemi e le aspettative
delle famiglie e quindi valutando in seguito l'inserimento e le difficoltà del
minore. Conclude il libro un Appendice che illustra la Convenzione dell'Aja e
la legge n.476.
A CHI LO CONSIGLIAMO: a chi intende approfondire il tema dell'adozione internazionale
valutato nei diversi aspetti da soggetti con competenza specifica e quindi dedicato
ad aspiranti genitori adottivi o coppie che hanno gia' adottato, operatori, insegnanti.
COME INIZIA: "Ultima chamada, ultima chamada: la voce che risuonava all'altoparlante
nei grandi saloni dell'aeroporto di San Paolo mi sembrava avere un tono nostalgico
e suscitava in me emozioni indefinite, anche se mi rendevo ben conto che si trattava
di una mia risonanza emotiva, derivante dal forte impatto che avevo avuto in
Brasile con una tragica realtà di emarginazione ..."